Ti trovi qui
Home > Apertura > Etna: Notte di paura per sisma 4.8, crolli e feriti

Etna: Notte di paura per sisma 4.8, crolli e feriti

CATANIA

Notte di paura in diversi paesi dell’Etna e anche a Catania per un scossa di magnitudo 4.8 registrata alle 3:19 a nord del capoluogo etneo, tra Viagrande e Trecastagni.

La superficialità dell’ipocentro del sisma, a solo un chilometro di profondità, ha contribuito ad amplificare l’effetto della scossa, che è stata nettamente avvertita anche a Taormina, nel Siracusano e nel Ragusano. 

Sono dieci le persone rimaste ferite, in maniera non grave.  Numerosi i danni causati dal sisma, con i crolli di muri e case e danni a chiese, soprattutto a Fleri, frazione di Zafferana Etnea. Disposta a scopo precauzionale anche la chiusura del tratto tra Acireale e Giarre dell’autostrada A18 Catania-Messina, per lesioni presenti sull’asfalto della carreggiata vicino ad Acireale. Disposti sopralluoghi delle strutture e la messa in sicurezza anche delle chiese. Il prefetto Sammartino ha fatto aprire scuole e palestre comunali per accogliere le persone che non possono o non vogliono rientrare nella propria casa, perché inagibile o per paura. L’assistenza è stata delegata alla Croce rossa. Per un sopralluogo nelle zone colpite dal terremoto si sono alzati in volo elicotteri della Marina militare, della Guardia costiera, di Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza e Vigili del fuoco. Il prefetto di Catania ha disposto per il sistema di sorveglianza e di messa in sicurezza un massiccio dispositivo di intervento con tutti gli uomini a disposizione, in coordinamento con il Dipartimento nazionale della protezione civile e quelli regionale e comunali.

Il Pronto Soccorso dell’Ospedale Cannizzaro di Catania, Azienda ospedaliera per l’emergenza, ha gestito sei casi legati al terremoto della notte scorsa. Due i codici gialli per ferite dovute alla caduta di calcinacci e altri oggetti: una 70enne di Pennisi (frazione di Acireale) con fratture costali, contusioni e schiacciamento toracico e lombare, che è stata ricoverata nel reparto di Medicina e Chirurgia di Accettazione e Urgenza, dove è costantemente monitorata; e un 71enne della zona di Fleri (Zafferana Etnea) con un trauma cranico non commotivo, che è stato trattenuto in osservazione. Gli altri quattro sono codici verdi, per condizioni di shock, in dimissione nel corso della mattinata. In Pronto Soccorso è stato presente dalle prime ore di oggi il commissario straordinario dell’Azienda Cannizzaro, Salvatore Giuffrida, con il direttore dell’unità operativa, Salvatore Mazza, per eventuali ulteriori emergenze.

LE ZONE PIU’ COLPITE

In particolare nella frazione di Fleri, i crolli hanno interessato la vecchia chiesa del paese e  si sono registrati due feriti, non gravi, con contusioni, escoriazioni e un po’ di sangue e che si considerano dei “miracolati”. “Siamo vivi per miracolo”, ripetono ai cronisti e ai soccorritori. Sono i componenti una famiglia di quattro persone – madre, padre e due figli minori – che hanno visto crollare le pareti della loro casa. “Eravamo a letto – ricostruisce il capo famiglia -, ci siamo svegliati di soprassalto e visto le pareti crollarci addosso. Per fortuna i mobili ci hanno protetti dalle macerie: siamo vivi per miracolo”.

Altre antiche costruzioni sono crollate sempre a Fleri, Santa Venerina e Zafferana. In molte case le suppellettili sono ‘volate’ da mensole e vetrine e sono cadute a terra, aumentando il senso di paura tra gli abitanti dei locali. In molti paesi la gente è scesa per strada e soprattutto le famiglie con bambini hanno deciso di trascorrere la notte in auto per sicurezza.

Tutti eventi riconducibili all’eruzione in corso da due giorni sull’Etna, che ha fatto registrare un’ulteriore impennata dei valori dei tremori dei suoi condotti magmatici interni, segnale della presenza di grande ‘energia’ e di magma in movimento che spinge sulle pareti dell’edificio vulcanico.

SOLIDARIETÀ DAL MONDO POLITICO

Sono numerose le dichiarazioni rilasciate nelle ultime ore da parte delle istituzioni.

“Vicino alle popolazioni del catanese per il terremoto di stanotte. Seguo gli sviluppi in costante contatto con il capo del DPCgov Borrelli e con il sottosegretario Vito Crimi. Ringrazio la macchina dei soccorsi che si è subito mobilitata e auguro ai feriti una pronta guarigione”. Così il presidente del consiglio, Giuseppe Conte.

Il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, ha invece, espresso la sua solidarietà con un post sul suo profilo Facebook, annunciando che domani si recherà nelle zone colpite dal sisma: “Stamattina ho sentito il capo del dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli a proposito dell’eruzione dell’Etna e dello sciame sismico che sta interessando la zona di Catania. La Protezione Civile sta monitorando tutto e si sta muovendo con i primi sopralluoghi per valutare le entità dei danni e pianificare gli interventi di assistenza. Domani mattina sarò con Borrelli nel catanese per incontrare i cittadini e le autorità locali”.

Solidarietà anche da parte del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, che ha espresso in un tweet la sua “vicinanza e solidarietà ai siciliani per il terremoto di Catania: pronti ad aiutare e supportare la popolazione in questo momento di grave emergenza”.

Non sono tardate ad arrivare neanche le dichiarazioni del Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci: “Sono in stretto contatto con la Protezione civile regionale, che si è subito attivata, e seguo costantemente il lavoro di ricognizione che si sta svolgendo nell’area etnea a seguito della forte scossa di terremoto di stamane. Stiamo monitorando la situazione in tutti gli ospedali, ma – aggiunge il governatore – dai primi accertamenti non risultano danni alle persone, tranne alcune decine di contusi, ma soltanto ad alcuni fabbricati nella zona dell’epicentro e in quelle limitrofe. La Regione partecipa al tavolo di crisi che è stato convocato in Prefettura. Attendo l’assestamento delle operazioni per andare a fare visita ai luoghi. Siamo vicini alle comunità colpite e vogliamo ringraziare tutte le forze di Pronto intervento e i volontari che già nell’immediatezza del sisma si sono attivate per prestare assistenza alla popolazione”.

“Abbiamo fatto una riunione con i sindaci coinvolti che hanno evidenziato criticità e danni alle infrastrutture. Ora lavoriamo per assistere popolazione, le persone che sono rimaste fuori dalle case, per dargli un ricovero e anche per verificare l’ agibilità degli edifici”. Queste, invece, le dichiarazioni del capo del dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, che ha precisato che al momento ci sono “ventotto feriti, diverse persone fuori casa e 6 comuni più colpiti: abbiamo fatto una riunione al Centro coordinamento soccorsi con i sindaci della zona colpita, soprattutto quella di Zafferana etnea, che hanno evidenziato criticità e danni alle infrastrutture”.

Francesco Peduto, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, ha così commentato la scossa di terremoto di questa notte nel Catanese: “L’Italia si conferma ancora una volta un territorio particolarmente vulnerabile a tutti i georischi, in questo caso con un combinato del rischio sismico e vulcanico, evidenziando ancora una volta che non bisogna abbassare la guardia e perseguire una necessaria prevenzione anche attraverso pianificazioni a lungo termine. Con spirito di servizio, come sempre, il Consiglio Nazionale dei Geologi – prosegue Peduto – è pronto a mettersi a disposizione e a dare supporto al Dipartimento Nazionale di Protezione civile, per quanto di competenza, per tutto ciò che riguarda la verifica dell’agibilità del territorio e del costruito”.

26 dicembre 2018

Articoli Consigliati

Top