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Etna, Linguaglossa: impianti scioviari Russo Morosoli, cattedrale nel deserto

Eruzione 2002: 17 anni di incompiute a Linguaglossa e nel polo turistico Etna Nord. Gli impianti scioviari ricostruiti dal Gruppo Russo Morosoli restano una cattedrale nel deserto

Bastarono pochi giorni di attività eruttiva nel 2002 per trasformare Piano Provenzana in un deserto incandescente: tutte le infrastrutture turistico-alberghiere vennero colpite. Fu sicuramente il momento peggiore per il polo turistico Etna Nord.
Fu dopo una devastazione così totale che occorreva ricominciare da zero. Ecco perché venne elaborato un piano di ricostruzione in sinergia tra pubblico e privato, piano purtroppo, solo in parte realizzato grazie al Gruppo Russo Morosoli che investì oltre 9 milioni di euro per la ricostruzione degli impianti scioviari ed in particolare di una seggiovia ad agganciamento automatico e ben due skilift,quindi della stazione sciistica nel suo complesso.
Il piano di ricostruzione prevedeva anche l’intervento del comune per la parte inerente parcheggi, infrastrutture,strutture ricettive e viabilità, ma dal 2002 questo non è stato mai fatto, trasformando gli investimenti del Gruppo Russo Morosoli in una cattedrale nel deserto.
Una scelta difficile quindi quella del Gruppo che nell’ottica di sviluppo complessivo ed unitario dell’Etna non ha mai favorito negli investimenti un versante piuttosto che un altro.
Nonostante la totale assenza di servizi sul territorio e nessun ritorno economico, il Gruppo continua ad investire nella stazione sciistica di Linguaglossa a fronte del grande rispetto del territorio,del comparto turistico ad esso collegato e dell’immagine stessa dell’Etna , nella speranza che anche la parte politica avvii per le rispettive competenze quel tanto paventato piano di ricostruzione stipulato nel 2012 e ad oggi inevaso.

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