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Caso Ciancio, diritto di replica prima di cominciare

Questa sera alle 21.30 sulla nostra emittente andrà in onda lo speciale sulla vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’imprenditore Mario Ciancio Sanfilippo. Abbiamo avuto giusto il tempo di contare qualche passaggio del video clip che promuove il programma… e subito abbiamo destato la curiosità dei nostri telespettatori, ma soprattutto quella dei giornalisti del quotidiano La Sicilia.

Proprio qualche giorno fa abbiamo ricevuto la richiesta di replica alle affermazioni degli ospiti della nostra trasmissione. C’è un piccolo particolare: non è ancora andata in onda la prima puntata! Su cosa dovrebbero replicare? Ci fa sorridere (con sobrietà) questa richiesta. Non certo per il doveroso e inviolabile diritto di replica, che garantiremo con puntualità. Ma lo straordinario tempismo nel richiederlo merita un’ovazione con applausi a scena aperta. È tutto così grottesco… Al Gruppo Russo Morosoli, d’altro canto, non è mai stata fornita l’opportunità di replicare sulle colpevoli bugie scritte, in particolare, su una società del nostro gruppo: la funivia dell’Etna.

Per lungo tempo si è scelto di screditare la figura di un imprenditore che, tra diretti e indotto, crea opportunità di lavoro per quasi 500 famiglie. Un imprenditore impegnato nella realizzazione (reale) di numerose opere di bene attraverso la fondazione che porta il nome del padre, i cui impianti di risalita sono stati distrutti dalla furia del vulcano per ben 5 volte. Per poi essere ricostruiti per intero con capitali privati e senza la copertura del rischio da parte di una (sola) compagnia di assicurazioni (non c’è compagnia disposta a coprire i rischi). E non è piacevole vedere bruciare (nel vero senso della parola) i sacrifici di una vita.

Naturalmente, negli articoli del quotidiano La Sicilia, occupandosi di Etna a qualsiasi titolo si è sempre colta l’occasione, perfettamente riscontrabile, di indicare sfacciatamente il gruppo Russo Morosoli come soggetto monopolista (affermazione mai pronunciata dal Garante per la concorrenza). Con frasi ricorrenti come “gestore storico”, “distorsione del mercato”, “affidamenti della pista”. Il modo più sbrigativo e conveniente per fare intendere chissà cosa sulla gestione o sull’acquisizione delle concessioni. Naturalmente, tutto falso.

Certo, sentirsi “dare” del monopolista proprio da Ciancio Sanfilippo è meraviglioso. Si raggiungono impagabili vette di ironia. Per la precisione, il nostro gruppo non effettua le escursioni a Etna Nord dal 2016 (ovviamente su questo non una riga su’ La Sicilia). Fiumi di inchiostro, invece, per dipingere l’editore di Ultima Tv come “il mostro da abbattere”. In realtà, sia lui che suo padre, sono stati gli unici imprenditori che hanno investito sull’Etna. Negli ultimi 60 anni nessun altro. A questo punto ci chiediamo: perché a Etna nord, a distanza di quasi 17 anni dall’ultima eruzione, nessuno ha ricostruito? Non un bar, non un ristorante, non un hotel. Eppure si afferma continuamente che l’Etna rappresenta una risorsa e che in Sicilia potremmo vivere di solo turismo. All’orizzonte non si scorge un imprenditore locale, né straniero. C’è una grande verità: per investire su un vulcano attivo ci vuole fegato.

La testata giornalistica di Ultima Tv, nel rispetto dell’art. 8 della legge sulla stampa 47/1948, sarà felice di garantire il diritto di replica. E siamo sicuri che anche il quotidiano La Sicilia si “sforzerà” di trovare, finalmente, il modo e il tempo per assicurare al Gruppo Russo Morosoli la possibilità di rendere dichiarazioni o fornire rettifiche. Naturalmente devono poi essere pubblicate… Un’attesa che si protrae negli anni ma che non ci ha mai fatto perdere la fiducia.

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