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Caso Ciancio, il legale: “provvedimento basato solo su sospetti”

CATANIA

“Mario Ciancio è vicino ai mafiosi solo per un decreto del Tribunale e non perché lo abbiano percepito i cittadini di Catania, che lo hanno avuto accanto per tutta la vita, non perché abbia commesso fatti eclatanti noti all’opinione pubblica, non perché abbia avuto frequentazioni poco chiaro, ma per decreto”.Sono queste le parole di uno dei legali di Mario Ciancio Sanfilippo, Carmelo Peluso.

L’avvocato fa notare come sia “infinitamente difficile fornire prova di tutti gli investimenti effettuati nell’arco di quaranta anni, essendo impossibile reperire presso le Banche documenti risalenti ad oltre un decennio. È bene sapere – aggiunge – che il procedimento di prevenzione antimafia si fonda sul mero sospetto e non sulla prova rigorosa della responsabilità, che è l’unica che può dar luogo ad una sentenza di condanna. Il Tribunale della prevenzione emette un giudizio sulla pericolosità sociale di un soggetto in funzione del sospetto di una sua “appartenenza” a sodalizi mafiosi. Ciò basta per rendere inquietante questo giudizio, che deve essere condotto con grande equilibrio”

26 settembre 2018

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