Ti trovi qui
Home > Cronaca > L’involuzione della specie: L’umanità ha perso

L’involuzione della specie: L’umanità ha perso

#bastamigranti #tolleranzazero #chiudiamoiporti #scoraggiamolepartenze #primagliitaliani e, se proprio dobbiamo salvare le apparenze, #aiutiamoliacasaloro.

In Italia “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”.

Lo afferma la Costituzione, è legge e in quanto tale va rispettata, ma a patto che l’uomo in questione sia italiano. Guai, infatti, ad aver avuto la sfortuna di essere nati da un’altra parte dove le parole “diritti inviolabili” non sono mai esistite e ogni giorno si è costretti a sopravvivere a scenari fatti di guerre, massacri e barbarie. Guai a voler scappare da quei luoghi in cerca non di un posto migliore dove andare a vivere, ma di un qualunque posto dove sia possibile continuare a farlo. Non c’è spazio anche per questa gente, per questi estranei che invadono la nostra terra.

#bastamigranti #tolleranzazero #chiudiamoiporti #scoraggiamolepartenze #primagliitaliani e, se proprio dobbiamo salvare le apparenze, #aiutiamoliacasaloro.

Ah, cara Italia, da quanto tempo l’essere umano ha cessato di essere importante per te? Quando hai iniziato a essere schiava di pregiudizi meschini? Hai, forse, dimenticato quando a scappare erano i tuoi figli? E quanti figli ancora non riesci a tenere con te?

Davvero i migranti sono la causa di ogni nostro male?

La questione immigrazione è ormai diventata pane quotidiano. Non passa un giorno in cui i telegiornali non annuncino lo sbarco di nuove ondate di migranti sulle nostre coste e il politico di turno non ne approfitti per iniziare a fare campagna elettorale e nascondere dietro questo tema scottante tutti gli altri (ben più gravi!) problemi che affliggono il paese. I migranti, infatti, sono ormai diventati il capro espiatorio preferito degli italiani. Un male che, secondo molti, sta riempendo di metastasi il nostro bel paese: dalla criminalità alla crisi economica che stiamo vivendo.

Più immigrati = più reati?

Una delle più grandi accuse mosse dagli italiani a questi uomini è quella di aver portato e continuare a portare con sé un alto tasso di criminalità. “Da quale pulpito viene la predica?”, qualcuno potrebbe, però, sottolineare. Nessuno pensa che la parola ‘migranti’ sia un sinonimo di ‘santi’ e sul fatto che qualche criminale viaggi anche sui barconi non c’è alcun dubbio. E del resto, proprio su una nave viaggiavano quei “picciotti” (italiani!) che hanno piantato le radici di Cosa Nostra all’estero. A chiarire le idee ci pensano, però, le statistiche degli ultimi anni. A un aumento del numero di stranieri residenti in Italia (da circa 3 milioni a poco più di 5), è corrisposta una diminuzione degli episodi di criminalità. Il numero di denunce di delitti è, infatti, passato da 2,9 a 2,6 milioni e il numero dei reati compiuti in un anno è diminuito del 12%. Non esiste, dunque, nessun nesso logico che giustifichi una correlazione tra immigrazione e aumento della criminalità.

Ci rubano il lavoro!”

Altro tasto dolente è quello della disoccupazione. Sempre più italiani sono convinti, infatti, che l’aumento del tasso di disoccupazione nel nostro paese sia causato dall’arrivo in massa delle popolazioni straniere. Eppure chi arriva, quasi sempre, fa lavori che noi sdegniamo e non accettiamo più. Oltre un terzo degli stranieri (35,6%) esercita, infatti, professioni non qualificate, il 29,3% ricopre funzioni da operaio specializzato e solo il 6,7% è un professionista qualificato. Inoltre, bisognerebbe far notare a quanti si affannano a designare i migranti come una delle cause principali della crisi economica italiana, che i contributi pagati dagli immigrati con regolare permesso di soggiorno non fanno altro che sostenere il nostro Welfare e far beneficiare le tasche del nostro Paese.

Occidente, paradiso a numero chiuso?

Il vero problema della questione migranti, dunque, è rappresentato in realtà da coloro che lucrano su di essi. Il fenomeno immigrazione è ormai diventato, infatti, il cavallo di battaglia di buona parte della politica italiana, perlomeno di quella fetta a cui piace vincere facile. Di quella politica che, in mancanza di contenuti validi, si accontenta di far leva sulle paure del cittadino comune per ottenere il consenso della massa. E allora basta dire che se stiamo male, la colpa è loro. In un clima del genere, parlare di “accoglienza” risulta tutt’altro che semplice. Eppure accogliere questi uomini che viaggiano per mesi, o anni, nella disperazione, oltre che essere un dovere giuridico, dovrebbe essere, soprattutto, un dovere morale. I migranti vanno accolti non per compassione, ma perché è un loro diritto, così come lo è per noi. Il concetto di “diritti fondamentali dell’uomo” non è un’esclusiva appannaggio degli occidentali, ma spetta a tutti gli uomini in quanto uomini. E se non rispettiamo questo diritto anche solo nei confronti di una persona, non facciamo altro che rinnegare ciò che noi stessi siamo, o almeno professiamo di essere.

Combattiamo da sempre per garantire e difendere la libertà. Riusciremo a farlo davvero fin quando non smetteremo di calpestarla in casa nostra?

                              di Maria Schilliro’

17 giugno 2018

Articoli Consigliati

Top