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Messina, che futuro? Il silenzio di Sciotto e l’addio di Modica accendono la tifoseria

Definirlo nebuloso è dir poco, il futuro del Messina resta ancora un’incognita difficile da spiegare e analizzare. Anni di difficoltà economiche e cadute non hanno trovato le risposte che la piazza messinese si auspicava. Dopo il disastro della gestione Proto e una retrocessione in D avvenuta tra l’incredulità generale, a prendere il timone del club bianco scudato è stato l’imprenditore Pietro Sciotto, che si è fatto carico di un progetto del tutto nuovo nato dalle ceneri delle gestioni precedenti.

La stagione del Messina sotto l’aspetto sportivo non è stata esattamente esaltante. I peloritani si sono comunque classificati al sesto posto complessivo nel girone meridionale di Serie D in seguito a un girone di ritorno ben giocato, ma a pesare sui risultati è stata ancora una volta la deficitaria situazione economica e societaria, questione che ha raggiunto il suo culmine ad aprile con lo scontro Sciotto-calciatori, questi ultimi protagonisti per avere disertato alcuni allenamenti motivando la loro scelta con il mancato pagamento degli stipendi.

Una linea non proprio comune e il rapporto non idilliaco, e adesso ai minimi termini con la tifoseria, che aspetta risposte e certezze sul prossimo campionato, mettono in serio dubbio il futuro del club, che nelle ultime settimane sembrava potesse accordarsi con l’altra realtà del panorama siciliano, il Città di Messina fresco di promozione nella massima categoria dilettantistica, per un unione che avrebbe beneficiato tutti, ma così non è stato.

La situazione non è da prendere con le pinze. Giacomo Modica, sulla panchina messinese nell’ultima stagione, ha annunciato l’addio, il ds Lamazza è stato silurato. A Sciotto spetta adesso l’arduo compito di rifondare quasi da zero l’organigramma societario e lo staff. Il tutto con una tifoseria che ha perso la pazienza e vede prolungarsi un silenzio che non porta a sbocchi.

Servizio del Tg

13 giugno 2018

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