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Catania: fine dei giochi, inizio del processo. L’amaro giorno dopo l’eliminazione

Fine dei giochi. Si conclude con un silenzio assordante, tanto assordante quanto l’iniziale boato, ai limiti del surreale, che aveva circondato il Massimino all’inizio della partita. 20 mila cuori rossazzurri infranti al momento del palo di Mazzarani, l’ultimo tiro della serie dal dischetto, errore decisivo che ha permesso al Siena di staccare il pass per la finalissima playoff di Pescara dopo una battaglia che non ha visto vincitori al termine delle due sfide.

Il “giorno dopo” Catania-Siena è intriso di malcontento, rabbia, amarezza per il risultato, per come è maturato o forse per come ci si è arrivati: una lunga cavalcata che non è valsa a portare a casa l’obiettivo: target mancato per un difetto di esperienza o più probabilmente dovuto alla carenza di cattiveria sotto porta registrata durante l’arco della stagione compresa la maratona di ieri, quando per buona parte del secondo tempo (inclusi i tempi supplementari) gli etnei avevano dalla loro parte anche il fattore uomo in più.

Nessuno ha detto che sarebbe stato facile, è chiaro. Il Catania però è più volte inciampata da sola: ha peccato di concretezza, dato che in Serie C è risultato essere fatale. Fallimento? Crollo? Ancora presto per definirlo, ciò che è certa è la riflessione che nelle prossime ore la società dovrà elaborare per spiegare una stagione che ha conosciuto un epilogo amaro e beffardo.

Proiettandoci al futuro, le ipotesi non mancano. La più accreditata quella che vedrebbe i rossazzurri ripartire da zero ancora una volta: nuova rifondazione dell’organico e della guida tecnica, una parziale epurazione che possa riaccendere sogni e speranze di risalita.

L’alternativa, fattibile ma accerchiata da un enorme punto interrogativo, quella che potrebbe portare il club rossazzurro a rilanciare il progetto con alcuni protagonisti dell’annata appena conclusa. Il tutto tenendo d’occhio la situazione debitoria e l’umore della piazza, sedotta e abbandonata, costantemente a fianco dei protagonisti.

L’impressione è che leccarsi le ferite potrebbe stavolta non bastare. Il processo è iniziato nel preciso istante del legno colpito dal numero 32 rossazzurro. Incubo che non verrà rimosso facilmente, segnale che quella che sta per iniziare, sarà un’altra estate rovente.

11 giugno 2018

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