Ti trovi qui
Home > Apertura > Una tragica commedia: Castiglione di Sicilia e il pasticcio del Piano Regolatore

Una tragica commedia: Castiglione di Sicilia e il pasticcio del Piano Regolatore

Castiglione-di-Sicilia

Siamo in un comune alle pendici dell’Etna.
Qui si scrive una storia dai contorni certamente pirandelliani.
Al centro della scena il piano regolatore, protagonisti alcuni consiglieri comunali “più confusi che persuasi”.
Già perché proprio i rappresentanti del Consiglio prima avevano sostenuto di non poter varare un provvedimento così importante in un comune così piccolo, per via di possibili conflitti di interesse, facendo nominare un commissario regionale ad acta che facesse da “super-partes”, poi improvvisamente (dopo che qualche imprenditore del luogo ha storto il naso) dietrofront improvviso e palla di nuovo a centrocampo.
Quella che vi stiamo per raccontare è la storia del Piano Regolatore di Castiglione di Sicilia che merita un certo approfondimento e, non è escluso, più avanti possa essere oggetto delle attenzioni della magistratura contabile.
Partiamo da una premessa: Il PRG è lo strumento principale della pianificazione urbanistica e stabilisce dove e in che modo è possibile edificare, rispettando tutte le norme.
In genere, il procedimento per la formazione del piano regolatore comunale prevede la redazione e adozione di un progetto da parte del Consiglio comunale e la sua pubblicazione in modo che i cittadini e gli altri interessati possano prenderne visione e presentare le loro osservazioni, che debbono però essere ispirate al pubblico interesse;
Il Comune risponde alle osservazioni, eventualmente modificando le previsioni originarie; il piano viene infine approvato dalla Regione, che può apportarvi modifiche.
Nel caso del comune di Castiglione di Sicilia però il consiglio comunale ha dichiarato l’incompatibilità a potersi esprimere e ha fatto bene.

castiglione-3-
L’art 78 del Testo Unico degli Enti locali infatti afferma che “nel caso di atti di carattere generale come quelli relativi a strumenti urbanistici, il consigliere comunale è tenuto ad astenersi sulla votazione se ha degli interessi diretti o indiretti fino al quarto grado di parentela”.
E’ facile immaginare che in una città piccola come Castiglione di Sicilia con 3182 abitanti il conflitto di interessi sia quantomeno probabile. Ed è così che a seguito di questa incompatibilità viene mandato dalla Regione un Commissario ad Acta-Mario Megna-che il 12 gennaio del 2017 adotta il Piano Regolatore Generale del comune.
Il PRG approvato ha delle caratteristiche specifiche sulla valutazione del territorio.
Questo ha messo in allarme alcuni consiglieri comunali.
Prima questione fra tutti sarebbe quella del divieto di costruire manufatti destinati alla produzione del vino in tutto il territorio. Allarme, agitazione e critiche nei confronti di questo piano approvato appositamente da un commissario (per evitare appunto conflitti di interesse), qualche dichiarazione pubblica come quella del presidente del Gal Etna Concetto Bellia che a Cronache di Gusto aveva detto: “Adottare il Prg cosi vuol dire bloccare un comune con forte vocazione turistica- non possiamo permettere che questo accada”.
A parlare dunque è lo stesso Bellia che ha da poco acquistato un terreno vicino al Fiume Alcantara insieme a Maurizio Vaccaro di Etna Mobility, noto anche per la sua ingombrante presenza nel territorio delle Gole dell’Alcantara del tutto monopolizzato negli ultimi anni.
Anche Vaccaro è proprietario di alcuni immobili (in questo caso abusivi) all’interno della sua azienda ed è su questi che pende un’ordinanza di demolizione non ancora ottemperata.
Ma torniamo al PRG di Castiglione di Sicilia.
L’iter normativo prevedrebbe come di consueto la pubblicazione del PRG in modo da poter dare la possibilità a tutti di presentare osservazioni o chiedere modifiche. In questo caso specifico ovviamente non spetta al commissario ad Acta ma agli organi interni al comune.
Di fatto però qualcosa succede all’interno dell’amministrazione comunale di Castiglione.
Il Prg non viene pubblicato nell’Albo pretorio (qualcuno lo ha dimenticato?), di conseguenza non viene divulgato e i cittadini non possono presentare osservazioni.
Ed è cosi che a seguito di questo “errore grossolano” il 27 luglio del 2017 il Consiglio comunale annulla la delibera di adozione del PRG fatta dal commissario.

avvocatura-dello-stato
E’ il 30 gennaio del 2018 quando l’assessorato regionale Territorio e Ambiente –Dipartimento dell’urbanistica (chiamato a provvedere all’approvazione del PRG Adottato dal commissario Ad Acta) – dopo aver sollecitato alcune integrazioni documentali- contesta la delibera del 27 luglio che dichiara proprio “la NULLITA’ dell’atto con cui il commissario ha approvato il PRG allegando anche il parere dell’Avvocatura dello Stato”

ok1In pratica viene specificatamente chiarito perché l’annullamento di questa delibera non è regolare (ricordando comunque il motivo per cui il consiglio comunale si era dichiarato incompatibile proprio ad approvare il PRG). A seguito della nota regionale il Consiglio comunale chiede un parere legale: esito negativo. “L’assessorato regionale Territorio e Ambiente ha pienamente ragione”.

Ed è per questo che il consiglio comunale si affretta a riunirsi in seduta URGENTE con sei consiglieri comunali presenti ( tutta la maggioranza) avente ad oggetto “presa d’atto della nota dell’ assessorato Territorio ed Ambiente”.
Dopo 10 mesi quindi il consiglio comunale fa un passo indietro ripristinando la legalità.
Un problema però c’è e pare non si possa risolvere facilmente.
In tutti questi mesi infatti di assenza di PRG al comune sono state rilasciate diverse concessioni edilizie.
Quante?
La nota dell’assessorato aveva evidenziato una cosa importante: “eventuali provvedimenti comunali rilasciati a seguito della delibera che annulla il Prg dovranno essere annullati in autotutela qualora non regolari”.
Cosa succede quindi con le concessioni rilasciate? Chi dovrà pagare eventuali danni ai cittadini?
Ma questa è un’altra storia…

Articoli Consigliati

Top