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Etna: ecco perché nessun imprenditore vuole investire sul vulcano più alto d’Europa

L’Etna è una risorsa, una grande opportunità di sviluppo turistico. Lo abbiamo sentito molte volte, ma da quel 27 ottobre del 2002, giorno dell’eruzione che portò alla distruzione sul versante degli edifici adibiti ad attività ristorative ed alberghiere, nessuno ha più fatto un passo avanti.

Ebbene si, sono passati 16 anni e ancora mancano le strutture a Piano Provenzana.
Ma come? Ma non era una risorsa?
Come è possibile che in tutto il mondo (perché il nostro vulcano è conosciuto in tutto il mondo) non si trovino imprenditori disposti a investire sull’Etna?
Recentemente, i comuni di Linguaglossa e Castiglione di Sicilia hanno dovuto prorogare al 30 Giugno la presentazione del project financing Etna-Alcantara visto che nessuno si è proposto ad Aprile.
Linee di indirizzo chiare da parte dei comuni con costruzioni di impianti a fune, sia sull’Etna che alle Gole dell’Alcantara, per svariati milioni di euro. Ma nessuno si è presentato al bando.
Sembra un controsenso, non si trovano imprenditori disposti a investire per la realizzazione di un bar o un ristorante, ma si cerca qualcuno che possa mettere i milioni a disposizione.
Per fortuna, qualcosa si sta muovendo. Pare che il presidente del Gal, l’Ing. Cettino Bellia si stia attivando per presentare il project financing avendo chiesto diversi preventivi a costruttori di impianti a fune.
Cettino Bellia, ex sindaco di Castiglione di Sicilia ed ex presidente del Parco dell’Etna, è personaggio molto conosciuto nell’ambiente per il suo modus operandi e noto anche alle forze dell’ordine. Tratto in arresto nel 1995 (domiciliari)proprio mentre ricopriva la carica di primo cittadino e fermato per un’altra inchiesta nel maggio del 2010, con annesse perquisizioni, per alcuni finanziamenti europei durante la gestione del GAL Etna, ha recentemente acquistato un terreno a ridosso del fiume Alcantara.
Il terreno si trova in località Gravà ed è stato acquistato insieme ad uno dei soci di Etna Mobility (l’associazione di imprese che gestisce le escursioni a Etna nord). Si tratta di Maurizio Vaccaro, il monopolista delle Gole dell’Alcantara in quanto proprietario dell’azienda dotata di un ascensore che porta all’ingresso del canyon e con un’ordinanza di demolizione su alcuni immobili abusivi all’interno della stessa azienda.
Dopo l’acquisto del terreno da parte di Cettino Bellia, al consiglio comunale di Castiglione di Sicilia è nata una questione relativa al Piano regolatore generale.
E’ proprio del 12 maggio una delibera di consiglio comunale dove la maggioranza revoca il piano urbanistico, malgrado un parere dell’Avvocatura dello Stato sull’illegittimità della questione.
Ci sono voluti ben due consigli comunali giacché nel primo non si è raggiunto il numero legale. Una faccenda poco chiara sulla quale la magistratura potrebbe fare luce. Noi comunque ci torneremo.
“È una vergogna- commenta il Dott. Di Franco direttore della STAR- che aggiunge: “I pochi imprenditori seri scappano a gambe levate appena entrano in contatto con queste amministrazioni. Noi abbiamo investito oltre 9 milioni di euro sul territorio per la ricostruzione degli impianti di risalita e siamo considerati sempre come il nemico da combattere. Da qui la scelta di andarcene da Linguaglossa e non partecipare neanche alla gara per la gestione delle escursioni. Anzi, abbiamo messo in vendita anche gli impianti di risalita.” Ecco forse spiegati alcuni dei perché nessun imprenditore vuole investire sull’Etna.

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