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Costacurta, Gravina e l’ipotesi “squadre B”- Storia di un caos che non giova a nessuno

La notizia era rimbalzata destando non poco clamore, il via libera alle seconde squadre però non è ancora ufficiale. Dopo le dichiarazioni del sub commissario della Figc Alessandro Costacurta, che avevano lasciato intendere il debutto a partire dalla stagione 2018-19 delle squadre B dei grossi club italiani nei tre gironi di terza serie, è arrivata la risposta di Gabriele Gravina, numero 1 della Lega Pro sulla vicenda.

Nessuna conferma, anzi: Gravina interviene a gamba tesa dichiarando che non esiste accordo ufficiale sull’introduzione delle seconde squadre in Serie C. L’idea c’è ma riguarda la stagione sportiva 2019-2020 ed è comunque legata a fattori come i vuoti d’organico e la carenza di iscrizioni. Nessun bando, nessuna parvenza di nero su bianco e pertanto, ufficialità lontana. Cenni di confusione in seno alla Lega e una comunione d’intenti che non sembrerebbe essere dietro l’angolo.

Ma qualora si concretizzasse l’iniziativa, cosa cambierebbe? Nel girone C, quello con protagoniste le formazioni siciliane, le formazioni di A che decidessero di iscrivere le seconde squadre (formate solo ed esclusivamente da calciatori under 21, con la possibilità di introdurre due fuoriquota under 23) potrebbero coprire i cosiddetti buchi causati dalle mancate iscrizioni di società campionato in corso o entro i limiti previsti (basti pensare al caos Vibonese della scorsa stagione). Ciò comporterebbe l’annullamento di ogni ripescaggio e il rischio reale di inquinare la categoria, reprimendo il sogno di diverse realtà provinciali di entrare tra i professionisti. Calcoli e rischi, la Lega ci pensa ma non conferma né smentisce, il tutto a danno dei tifosi del calcio puro e respirato incondizionatamente ovunque, e non solo nelle grandi città.

Servizio del TG

10 maggio 2018

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