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Infiltrazioni mafiose, sciolto il Comune di Trecastagni

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno Marco Minniti, a norma dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (TUEL), ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di Trecastagni (CT), Surbo (LE), San Gregorio d’Ippona (VV) e Briatico (VV), a causa delle riscontrate infiltrazioni da parte della criminalità organizzata.

Il caso Trecastagni

Una decisione, quella relativa allo scioglimento del comune siciliano, che è il frutto di mesi di indagini. A dare il via a queste ultime, infatti, fu l’inchiesta “Gorgoni”, della Direzione investigativa antimafia diretta da Renato Panvino su disposizione del procuratore capo Carmelo Zuccaro, che nel novembre scorso portò all’arresto di 16 persone. Dalle indagini emersero diverse irregolarità e presunte collusioni nelle gestioni degli appalti del comparto rifiuti nei comuni di Aci Catena, Misterbianco e Trecastagni. E fu proprio da quell’inchiesta che venne a galla una vera e propria associazione a delinquere nell’ambito delle assegnazioni degli appalti per la gestione del servizio e lo smaltimento dei rifiuti, che coinvolgeva imprese, dipendenti comunali, amministratori e criminalità organizzata. A fare da ‘mediatori’ tra imprese e funzionari pubblici erano gli uomini dei clan Cappello e Laudani.

Intanto il sindaco di Tracastagni, Giovanni Barbagallo, si è così espresso sulla vicenda: “Con riferimento al comunicato del Consiglio dei Ministri riguardante lo scioglimento del Consiglio Comunale di Trecastagni ‘per ingerenza da parte della criminalità organizzata’ desideriamo sottolineare che la Giunta e il Consiglio Comunale hanno sempre operato con rigore morale e trasparenza. Nessun componente degli organi elettivi è coinvolto nella cosiddetta inchiesta giudiziaria ‘Gorgoni’ – continua Barbagallo – Abbiamo svolto il nostro mandato senza mai pensare al beneficio personale: il nostro impegno è stato finalizzato esclusivamente al compimento di un buon servizio per la comunità. Abbiamo lavorato per eliminare gli sprechi e le clientele e non c’è mai stata nessuna distrazione nei confronti della cultura della legalità. Abbiamo piena fiducia nel lavoro della Magistratura, del Prefetto, del Ministro dell’Interno e di tutte le Forze dell’Ordine, ma valuteremo l’opportunità di presentare ricorso per salvaguardare l’immagine e il buon nome della nostra città”.

08 maggio 2018

 

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