Ti trovi qui
Home > Cronaca > Finanziaria: all’Ars la discussione generale della manovra

Finanziaria: all’Ars la discussione generale della manovra

Rinviati a giudizio tre ex deputati regionali. È l'ultima tranche dell'inchiesta cosiddetta "Spese pazze" dei gruppi Ars.

PALERMO

E’ cominciata alle 13 di questo pomeriggio all’Ars la discussione generale della manovra finanziaria.

La seduta è presieduta dal vice presidente Giancarlo Cancelleri. La capigruppo, riunita dal presidente Gianfranco Miccichè, ha fissato in 5 ore i tempi per gli interventi dei deputati in aula, così distribuiti: M5s 64 minuti, Pd 43 minuti, Fi 30 minuti, Db 27 minuti, Udc 25 minuti, FdI 21 minuti, Pea 20 minuti, Sicilia Futura 19 minuti, gruppo Misto 23 minuti. Mezz’ora il tempo a disposizione per il governo.

Presente in aula il governatore Nello Musumeci, assieme all’assessore all’Economia Gaetano Armao e ad altri componenti della giunta. Sono circa 1.300 gli emendamenti alla legge di stabilità presentati dai deputati per l’aula, una ventina quelli al bilancio.

Dopo la seduta di questo pomeriggio, impegnata nella discussione generale della manovra, la commissione Bilancio dell’Ars si riunirà per l’esame del ‘collegato’, il disegno di legge che contiene le norme stralciate dalla legge di stabilità. “Collegato” e manovra, secondo quanto stabilito dalla capigruppo, cammineranno di pari passo in aula.

E intanto non tardano ad arrivare le prime critiche. “La prima Finanziaria del governo Musumeci avrebbe dovuto contenere un’anima e una proposta politica chiara: nulla di questo troviamo nel testo presentato e che stiamo discutendo”. Queste le parole pronunciate in Aula da Claudio Fava, deputato regionale del movimento CentoPassi. “Ci sfuggono le priorità, la visione, la strategia produttiva che propone la maggioranza. Questa Finanziaria – continua Fava – ha avuto un solo obiettivo: mediare e distribuire per garantire sopravvivenza al governo Musumeci. Sostanzialmente una Finanziaria di galleggiamento. Con troppi tagli sprovveduti e superficiali: alla tutela del territorio, all’istruzione, agli strumenti di welfare, agli investimenti sulle nuove tecnologie e l’innovazione, al fondo regionale per lo spettacolo. Il tutto per finanziare la scuola privata, l’incremento del coniglio selvatico”.

“È la finanziaria di un governo che è nato stanco, e che procede con passo lento in un clima da fine legislatura”. Lo ha detto Giuseppe Lupo, presidente del gruppo PD all’Ars, intervenendo in Aula nel corso del dibattito. “Era stata annunciata una Finanziaria ‘snella’ che è stata appesantita da tanti emendamenti-coriandolo lanciati in commissione da una maggioranza senza un progetto – continua Lupo – ma nonostante la manovra conti adesso oltre 90 articoli, non affronta le emergenze della Sicilia né i temi dello sviluppo e del lavoro”.

Polemiche anche per l’aumento delle spese per la Presidenza della Regione, maggiorate di circa 200 mila euro rispetto all’anno scorso. L’aumento riguarda le spese per esperti e consulenti per 30 mila euro (150 mila euro in totale), quelle di rappresentanza, convegni e congressi (+60 mila euro, 200 mila euro il totale), 20 mila euro in più all’ufficio stampa (100 mila euro), 30 mila euro in più per le pubblicazioni (90 mila euro), 40 mila euro in più per la propaganda dell’autonomia regionale (62 mila euro). Rimane invariato il capitolo dei fondi riservati del presidente: 50 mila euro.

Tanti i tagli ai budget degli assessorati. In quello all’Istruzione sono stati azzerati i capitoli per la costruzione, l’ampliamento e il completamento di edifici scolastici (era di 911 mln) e per l’eliminazione delle barriere architettoniche (era di 200 mila euro). Dimezzato il capitolo alle Attività produttive per i fondi alle cooperative (da 534 a 200 mila), ridotti i capitoli dei Beni culturali per le spese di esproprio (da 763 a 50 mila euro) e gli indennizzi per il ritrovamento di oggetti d’arte (da 313 a 38 mila). In aumento invece la spesa (assessorato Economia) per la ricapitalizzazione di enti e società a partecipazione regionale (da 5 a 15 milioni di euro) e per l’incremento del patrimonio dell’Irfis (da zero a 10 milioni).

“Questa è la finanziaria che poteva esprimere questa coalizione nelle sue condizioni interne ed esterne”. Così  è intervenuto il presidente della Regione, Nello Musumeci, a conclusione della discussione generale sulla manovra.

26 aprile 2018

Articoli Consigliati

Top