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Depuratore Lampedusa: inquinamento record. Disposto il sequestro

AGRIGENTO

La Procura di Agrigento ha disposto il sequestro dell’impianto di depurazione del Comune di Lampedusa e protezione delle acque.

Impianti non funzionanti e livelli di inquinamento da batteri fecali 10 mila volte superiori ai limiti di legge: è il risultato degli accertamenti della procura di Agrigento che ha disposto il sequestro dell’impianto di depurazione del Comune di Lampedusa e protezione delle acque. I magistrati, coordinati dal procuratore Luigi Patronaggio, hanno notificato anche 13 avvisi di garanzia e sequestrato 600 tonnellate di materiali.

“E’ da tempo che teniamo d’occhio la situazione di Lampedusa. Dal 2012 il vecchio depuratore non funziona più. E’ una situazione che, nel tempo, si è sempre più aggravata, le opere che dovevano essere effettuate non sono state realizzate e oggi abbiamo una situazione di estrema gravità”. Queste le parole del procuratore capo Luigi Patronaggio, durante la conferenza stampa convocata al tribunale di Agrigento. E’ stato disposto il sequestro dell’impianto di depurazione di Lampedusa.

Dell’attività investigativa si sono occupati i carabinieri del centro Anticrimine natura del comando provinciale di Agrigento e la Guardia costiera. “E’ nostra preoccupazione far partire la stagione estiva per cui abbiamo impartito al Comune delle direttive che se verranno rispettate, probabilmente, riusciranno a contenere l’inquinamento ambientale, altrimenti poi si procederà con un amministratore giudiziario”, ha concluso.

I lavori per la realizzazione del depuratore di Lampedusa cominciarono alla fine degli anni 90. Fu progettato per servire circa 5mila persone ma la popolazione ne conta quasi 6mila e in alta stagione turistica si può arrivare anche a 20mila presenze, oltre a tutte le persone che transitano dall’isola nel contesto delle migrazioni.

Sono 13 le persone ad essere state iscritte nel registro degli indagati per le presunte irregolarità nel funzionamento del depuratore.

Oltre al sindaco di Lampedusa (Ag) Salvatore Martello e al suo predecessore, Giusi Nicolini, sono 11 – fra dirigenti di Regione e Comune e responsabili delle ditte che avrebbero dovuto fare i lavori di sistemazione dell’impianto di depurazione di Lampedusa.

Si tratta di Maurizio Pirillo, 56 anni, ex direttore generale del dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Sicila; Felice Ajello, 60 anni, direttore dei servizi attuativi della gestione del servizio idrico della Regione; Salvatore Stagno, 47 anni, responsabile unico del procedimento relativo al rinnovo del depuratore; Giuseppe Tornabene, 64 anni, direttore dei lavori; Giuseppe Dragotta, 62 anni, direttore dei lavori; Manlio Maraventano, 50 anni, ex dirigente dell’Utc di Lampedusa; Francesco Brignone, 55 anni, ex dirigente Utc; Calogero Fiorentino, 61 anni, ex dirigente dell’Utc; Sonja Nunziatina Cannizzo, 48 anni, amministratore della Nuroni Srl, società che avrebbe dovuto realizzare il nuovo depuratore dell’isola; Luigi Fidone, 43 anni, direttore tecnico della Nuroni e Giovanna Taormina, rappresentante della Epilscan, società che si occupava del conferimento dei rifiuti sull’isola che avrebbe creato una discarica abusiva.

26 aprile 2018

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