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Regione: commissione Bilancio Ars approva manovra finanziaria

Rinviati a giudizio tre ex deputati regionali. È l'ultima tranche dell'inchiesta cosiddetta "Spese pazze" dei gruppi Ars.

La commissione Bilancio dell’Ars ha approvato la manovra finanziaria. Il via libera è arrivato questa mattina dopo una maratona notturna. A votare i documenti è stata la maggioranza, contrari M5S e PD.

“Esprimo sincero apprezzamento per il lavoro portato avanti da tutta la commissione, a iniziare dal suo presidente, e per il risultato ottenuto nel rispetto dei ruoli di coalizione di governo, e di opposizione”. Così si è espresso sulla vicenda il presidente della Regione, Nello Musumeci, a margine di un convegno organizzato da Confindustria. “Spero che lo stesso clima si ritrovi in aula – ha aggiunto Musumeci – dove il governo sarà pronto a ricevere proposte e suggerimenti sulla manovra. Ci muoviamo in un contesto assai difficile per la penuria di risorse, ma abbiamo l’entusiasmo di chi vuole tirare fuori la Sicilia dal pantano, e vogliamo farlo con la collaborazione di tutto il Parlamento”.

È stato, dunque, rispettato finora il calendario dei lavori stabilito dalla conferenza dei capigruppo, che prevedeva che la commissione approvasse il testo nella serata di venerdì. La manovra sarà incardinata in aula lunedì quando saranno date 24 ore di tempo per gli emendamenti; l’esame degli articoli a Sala d’Ercole inizierà martedì.

Intanto, arrivano le prime dichiarazioni da parte degli esponenti del Pd. “Questa manovra è una somma di ‘coriandoli’ lanciati da un governo e da una maggioranza senza idee: hanno smarrito la bussola e non hanno un progetto per la Sicilia, per questo in commissione Bilancio il Pd ha votato contro”. Queste le parole di Giuseppe Lupo, presidente del gruppo Pd. “Le norme apprezzabili sono quelle proposte dal Pd – prosegue – in particolare l’estensione della platea dei beneficiari del Rei (Reddito di Inclusione), le misure antiracket e antiusura, il sostegno ai Comuni grazie all’incremento del fondo per gli investimenti e grazie alla norma che permette anche ai Comuni al di sotto dei 50 mila abitanti sciolti per infiltrazioni mafiose di accedere ai vantaggi previsti per le ‘Zone franche della legalità’. Ci siamo battuti per impedire i tagli alla Cultura, per sostenere il capitolo destinato ai disabili, per inserire misure per l’agricoltura”. “In Aula – conclude – lavoreremo per correggere una manovra che, così com’è, non è certamente in grado di sostenere la crescita economica, sociale ed occupazionale della Sicilia”

21 aprile 2018

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