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Soldi in cambio di voti, ai domiciliari anche Pippo Gennuso

SIRACUSA

Su delega della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Catania, i Carabinieri del Comando Provinciale di Siracusa, sono stati posti agli arresti domiciliari perché coinvolti nell’inchiesta voto di scambio il parlamentare regionale siciliano Giuseppe (Pippo) Gennuso, 65 anni, della lista di centrodestra Popolari ed Autonomisti e Massimo Rubino, accusato di essere il presunto procacciatore di voti. Mentre in carcere è finito Francesco Giamblanco, ritenuto dagli inquirenti, insieme a Massimo Rubino, un presunto affiliato a una cosca mafiosa di Avola. Entrambi, dicono i carabinieri, sono affiliati al clan mafioso di Avola.

L’indagine, condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri dall’ottobre al dicembre 2017, ha evidenziato che in occasione delle elezioni del Presidente e dei deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana tenutesi il 5 novembre 2017, il GIAMBLANCO, esponente del Clan Crapula – attivo nel territorio di Avola e genero del capo clan Michele Crapula – prometteva di procurare voti in cambio dell’erogazione di denaro e di altre utilità; il GENNUSO accettava la promessa mentre il RUBINO si poneva quale intermediario tra le parti ed esecutore dell’accordo. Al termine della contesa elettorale il deputato GENNUSO otteneva la rielezione per un nuovo mandato.

Per tutti e tre l’accusa è di scambio elettorale politico-mafioso in concorso, reato commesso in occasione delle ultime elezioni regionali siciliane. Per i tre il reato ipotizzato dal Gip di Catania è scambio elettorale politico mafioso in concorso commesso in occasione delle ultime elezioni regionali siciliane.

 Il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, in conferenza stampa, ha detto che : “Il dato oggettivo è che sul territorio di Avola, che è diverso da quello di provenienza del deputato Pippo Gennuso, ha riportato un numero di preferenze, 424, che è di gran lunga superiore a quello del terzo candidato che ne ha avute 65, mentre il primo, originario di Avola, ne ha raccolti un po’ più di mille. Dalle indagini sappiamo che certamente l’onorevole Gennuso aveva contezza della caratura criminale dei soggetti con cui stava dialogando e da cui aveva accettato la promessa di voti”.

 

17 aprile 2018

 

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