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Castello di Schisò, assessore Tusa conferma intenzione diritto di prelazione

Sul futuro del Castello di Schisò si attende una nuova asta dopo l’annullamento di quella aggiudicata dal gruppo Chincherini. Intanto al Parco Archeologico Naxos-Taormina si spera per l’assegnazione dello storico palazzo. Il direttore Vera Greco: “Accenderei non uno, ma due ceri affinché il Parco ne entri in possesso per adibirlo a prestigiosa sede museale”

La Regione Siciliana è ancora più determinata a esercitare il diritto di prelazione sul Castello di Schisò al fine di renderlo parte integrante del Parco Archeologico Naxos-Taormina e delle sue attività di divulgazione e fruizione. Lo ha confermato il neo assessore regionale ai Beni Culturali Sebastiano Tusa. “In linea di principio – ha dichiarato l’archeologo già ai vertici della Sovrintendenza del mare – condivido e condividerò quanto il mio predecessore Vittorio Sgarbi ha avviato. Certamente lo farò anche in relazione al diritto di prelazione della Regione da esercitare su Palazzo Paladino e sulla Villa Alliata di Pietratagliata, la storica residenza di Via Serradifalco a Palermo conosciuta anche come la Villa del Principe Mago”.

Tusa proseguirà, quindi, nel solco tracciato da Vittorio Sgarbi, ma lo farà – avverte – in relazione alle disponibilità finanziarie della Regione che, visto il suo recentissimo insediamento e considerato l’iter del nuovo bilancio, non conosce ancora dei dettagli. Una volontà quella della Regione Siciliana confermata dal neo assessore che rafforza l’intenzione dell’ente pubblico di entrare in possesso dell’immobile del XIII secolo ubicato a Giardini Naxos conosciuto anche come Palazzo Paladino perchè proprietà dell’omonima famiglia, un bene di “elevatissimo pregio architettonico ritenuto tra i più antichi della riviera messinese” e sul quale, già del 2014, era intervenuto il Ctu, nella cui perizia se ne evidenziava “il valore culturale che rappresenta una memoria storica degli ultimi due secoli passati” e che “dovrebbe essere aperto alla pubblica fruizione destinandolo a museo etno-antropologico o dell’artigianato, o meglio ancora rivitalizzandolo ed attrezzandolo come contenitore multidisciplinare di spazi espositivi e culturali”.

La sua destinazione museale, fondamentalmente, è ciò che desidera l’architetto Vera Greco, al vertice del Parco Archeologico Naxos-Taormina, sito adiacente al Castello di Schisò. “Accenderei non un cero, ma due affinché il Parco possa entrare subito in possesso del Castello di Schisò”, dice l’architetto Greco, stimata dirigente regionale già ai vertici di importanti sovrintendenze in Sicilia e di prestigiose istituzioni come la Galleria di Palazzo Bellomo a Siracusa e il Museo della Ceramica di Caltagirone.

La storia recente del Castello di Schisò è segnata da un iter fatto di esecuzioni immobiliari. Nel dicembre scorso, l’immobile era stato acquistato dal gruppo Chincherini, unico partecipante all’asta pubblica nell’ambito di una procedura esecutiva immobiliare pendente innanzi al Tribunale di Messina. Già proprietario di alberghi in Sicilia e in altre regioni italiane, il Gruppo era riuscito ad acquistare il Palazzo per la cifra di un milione e 615 mila euro, corrispondente al 25% in meno rispetto all’importo fissato a base d’asta di 2 milioni e 152 mila euro. All’”indomani” dello svolgimento dell’asta, era stato proprio l’ex assessore ai Beni Culturali Vittorio Sgarbi a dichiarare che la Regione Siciliana fosse pronta ad acquistare il Castello di Schisò. “L’esito dell’asta – aveva detto lo storico dell’arte – ci consente di essere pronti ad intervenire per far valere il diritto di prelazione sul bene”. Poi però – così come ci ha riferito l’architetto Greco – “è arrivata la decisione del giudice che, accogliendo un ricorso, ha annullato l’esito dell’asta compresa l’assegnazione dell’immobile al Gruppo Chincherini”. Tutto da rifare insomma ed è probabile che il prestigioso immobile sarà collocato nel corso di una nuova asta ad un prezzo maggiore.
Le novità recenti risiedono, da una parte, nella volontà della Regione si esercitare il diritto di prelazione come confermato dal neo assessore Tusa (diritto che potrà essere esercitato solo dopo che saranno noti i nuovi acquirenti)  e dall’altra nella grande determinazione ribadita dal direttore del Parco Archeologico Naxos- Taormina. “Il Castello di Schisò – ha precisato Vera Greco – sarebbe la sede adatta dove allocare il Museo del Parco e dove potere svolgere importanti attività di divulgazione e di ricerca magari con l’allestimento di laboratori di restauro. La destinazione e il futuro del Castello – precisa – sono nel Parco Archeologico”.

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