Ti trovi qui
Home > Apertura > Operazione “voto connection”, in manette due esponenti della Lega

Operazione “voto connection”, in manette due esponenti della Lega

PALERMO

E’ stata emessa questa mattina l’ordinanza di custodia cautelare per i due fratelli Salvatore e Mario Caputo, esponenti della Lega in Sicilia. Oltre all’accusa di compravendita di voti – secondo cui avrebbero acquistato voti con promesse di posti di lavoro o altre utilità –  il reato che viene contestato loro è quello di “attentato contro i diritti di voto del cittadino”.  La Procura della Repubblica ha notificato l’arresto di Salvatore Caputo, detto Salvino, ex sindaco di Monreale, avvocato penalista e commissario straordinario per i comuni della provincia di Palermo del movimento “Noi con Salvini” durante le elezioni amministrative della scorsa primavera. In manette anche il fratello Mario Caputo, anche lui avvocato e candidato – sempre con la Lega – alle ultime elezioni all’Ars. Sarebbero dodici gli episodi di compravendita di voti accertati dalla Procura. Dalle indagini emerge anche la figura del 62enne Benito Vercio, che sarebbe stato il “procacciatore di voti nel termitano”.

Gli investigatori hanno smascherato il sistema di cui i fratelli Caputo si sono serviti per ingannare gli elettori in occasione della candidatura all’Ars di Mario Caputo: avrebbero orientato il corpo elettorale a pensare che il proprio voto servisse a sostenere la candidatura di Salvatore Caputo invece di quella di Mario Caputo, volto meno noto, servendosi di manifesti elettorali e volantini privi sia della foto del fratello Mario che del nome, limitandosi a scrivere il cognome e ad aggiungere il falso appellativo “detto Salvino”. Inoltre, durante i comizi elettorali, era lo stesso Salvatore Caputo a presentarsi come il reale candidato per la nomina all’Ars. Dunque lo scorso 5 novembre, gli elettori si sono recati alle urne pensando di avere dato il proprio voto al fratello Salvatore Caputo non accorgendosi della beffa.

L’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari è stata emessa dal Gip di Termini Imerese su richiesta della Procura della Repubblica.

4 aprile 2018

 

Articoli Consigliati

Top