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ELEZIONI: M5S TRIONFA IN SICILIA

ORE 10:12 I dati definitivi non ci sono ancora, ma la situazione in Sicilia appare già chiara: il M5S sembrerebbe essere il vincitore nei 28 collegi uninominali (19 alla Camera, 9 al Senato). Un risultato che assomiglia tanto al 61 a zero conquistato dal centrodestra alle politiche del 2001,  quando la coalizione guidata da Berlusconi ottenne tutti i  collegi della quota uninominale: 20 al Senato e 41 alla Camera.

Come da tradizione, la Sicilia registra la più bassa  affluenza al voto in Italia con il 62,72% , ancora in calo rispetto alle Politiche precedenti quando aveva votato il 64,58% degli elettori. La provincia con la più bassa affluenza è Agrigento col 59,15% seguita da Caltanissetta col 59,4%. Messina è la provincia con l’affluenza più alta 65,25%. A Catania ha votato il 64,09% degli aventi diritto, a Enna il 64,84, a Palermo il 61,47, a Ragusa il 64,69, a Siracusa il 62,03, a Trapani il 63,17%.

ORE 10:31 “Siamo la prima forza politica della Sicilia con quasi il 50% dei voti; abbiamo confezionato un bel cappotto agli avversari: 28 a 0; abbiamo vinto in tutti i collegi uninominali dell’Isola”. Queste le parole di Giancarlo Cancelleri, deputato cinquestelle dell’Assemblea regionale siciliana, che alle scorse regionali si è piazzato alle spalle di Nello Musumeci nella corsa a governatore.

ORE 10:55 “Adesso il Pd dichiari subito la disponibilità a supportare, anche dall’esterno, un governo a guida M5S”. Così Rosario Crocetta (Pd), ex presidente della Regione siciliana, non candidato in queste elezioni per decisione della segreteria nazionale. “Renzi – aggiunge Crocetta – ha avuto quello che merita, causando, in prima persona, una sconfitta che non riuscivano ad immaginare, poiché completamente distanti dalla società. Renzi voleva i voti a favore di un partito di sinistra, attraverso politiche di destra, candidando uomini di destra, impresentabili e cortigiani. Un Renzi zitto e persino compiacente rispetto a propri candidati abili a prendere i voti con le ‘fritturine’ di pesce. Un Renzi che non si è indignato neppure di fronte ad episodi di grave condizionamento del voto che hanno coinvolto alcun candidati Pd”.

Netta anche la posizione presa dall’ex deputato regionale Pd Pippo Digiacomo: “Mi pare doveroso informarvi che non mi riconosco più in questo Partito Democratico. Non ha affatto la fisionomia di quel partito che abbiamo fondato nel 2007 e del quale sono stato il primo segretario provinciale”.
Digiacomo annuncia, inoltre, la sua candidatura a sindaco di Comiso (Rg), in una nota diffusa ieri sera prima dello spoglio elettorale. ”In queste condizioni, in attesa che cambi qualcosa, mi  sospendo senza passare ad alcun altro schieramento: ma l’impegno politico continua, a partire dalle prossime elezioni amministrative – aggiunge – Vogliamo infatti farci promotori di un movimento civico che abbia nel cuore la cultura, la bellezza, il lavoro, lo sport, le sorti della nostra amata Comiso”.

ORE 11:52 Arrivano anche le dichiarazioni del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, sui risultati delle elezioni. “Il voto delle elezioni politiche deve spingerci ad alcune riflessioni e non basta, anche se fa piacere, evidenziare che il centrodestra sia la coalizione più votata in Italia, perché il risultato nelle regioni del Sud è il segnale di un malessere profondo che investe le popolazioni più toccate dalla crisi. In Sicilia, la nostra proposta politica, alle elezioni regionali, ha trovato il consenso maggioritario dei cittadini proprio in ragione della necessità di rispondere al loro disagio con azioni di governo precise, respingendo velleità e facili demagogie”. “Come abbiamo chiesto il rispetto di quel voto – continua Musumeci – così abbiamo profondo rispetto per quello di ieri, e sappiamo bene che per i prossimi cinque anni saremo chiamati a promuovere nell’Isola tutte le azioni possibili per fare crescere l’economia, ridurre la povertà, diminuire le differenze – aggiunge – Questa è la sfida del nostro governo, ma è anche la sfida cui è chiamato senza alibi tutto il Parlamento siciliano, per condividere e portare a compimento la tanto attesa stagione delle riforme”.

ORE 11:58 Dure le parole di Vincenzo Figuccia, deputato Udc all’Ars, che attribuisce alla Sicilia la colpa per la perdita del Centrodestra in Italia. “Bisogna comprendere che occorre cambiare l’approccio della politica nei confronti dei cittadini – afferma Figuccia – La democrazia passa dalla centralità del popolo e non può essere sostituita dall’arroganza e dall’egoismo. La politica dei privilegi ha fallito. Dobbiamo ripartire dai temi della giustizia sociale e del contrasto alla povertà. Finito il tempo delle vacche grasse il popolo non è più disposto a tollerare le iniquità. Il centrodestra in Italia perde a causa della debacle ottenuta in Sicilia, dove i candidati poco autorevoli calati dall’alto non piacciono alla gente. Adesso rinnovamento di idee progetti e nuova classe dirigente. Il presidente dell’Ars ne prenda atto e si dimetta”.

05 marzo 2018

 

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