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Musumeci a Roma per lo sato di avanzamento del Patto per la Sicilia

ROMA

Musumeci ha incontrato a Roma, il Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, per discutere sullo stato di avanzamento del Patto per la Sicilia e le politiche di coesione

Dopo la giornata delle nuove nomine regionali ieri, e lo sblocco di risorse per 400milioni di euro messi a bando per aiuti alle imprese, il presidente Musumeci è volato di buon’ora a Roma per incontrarsi con il Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti.

Le politiche di coesione in Sicilia e lo stato di avanzamento del Patto per la Sicilia sono stati al centro dell’incontro che si è svolto questa mattina.

Il cordiale colloquio – che si è svolto nello studio del Ministro – è servito – secondo quanto riferisce una nota del ministro – a fare una panoramica delle problematiche dell’isola. Il Ministro De Vincenti e il Presidente Musumeci si sono dati appuntamento a Palermo per una verifica sul campo dei temi più cruciali in agenda.

Al centro della discussione ci sarà infatti il cambio della destinazione di una parte delle risorse del Patto per il Sud. Il governo regionale ha, sottolineato come le risorse per gli investimenti in Sicilia ci sono ma che mancano i progetti esecutivi per la realizzazione delle opere; e i comuni e gli Enti Locali in generale, non sono in condizione di realizzarli.

Per effetto delle riduzioni di personale, Comuni, Liberi Consorzi e Città Metropolitane, hanno perso in buona parte la capacità tecnica non potendo più garantire la progettazione né hanno le risorse adatte per affidarla a soggetti esterni; ragioni per le quali vengono a mancare i progetti.

Il governo invece, vorrebbe usare una parte non rilevante delle risorse del Patto per il sud per arginare questo problema e sbloccare, così, la progettazione e, dunque, le opere.

Una possibilità sarebbe quella di usare le risorse del Patto anche per il co-finanziamento delle opere comunitarie per evitare il disimpegno come avvenuto durante la gestione Crocetta quando la Sicilia aveva rinunciato a un terzo delle risorse messe a disposizione dall’Europa perché non era in grado di impegnare con il proprio bilancio il 5% o il 10% a seconda delle opere di co-finanziamento regionale.

14 febbraio 2018

 

 

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