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Inchiesta “Riciclo”: rinvio a giudizio per il sindaco Bucolo e i vertici di TirrenoAmbiente

MESSINA

Alla sbarra dal prossimo 9 aprile, Salvatore Bucolo, ex sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea, in provincia di Messina, e coloro che avevano costituito il vertice della società TirrenoAmbiente: Lorenzo Piccioni, che ne era presidente, già senatore di Forza Italia e membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo di rifiuti e sulle attività illecite connesse, e gli ex amministratori delegati Giuseppino Innocenti, Giuseppe Antonioli e Antonio Crisafulli.

Il Gup della Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, Fabio Processo, ha disposto il rinvio a giudizio, su richiesta dei pm Alessandro Liprino e Federica Paiola, con l’accusa di peculato e corruzione in concorso nell’ambito dell’operazione del settembre 2015 denominata “Riciclo” e condotta dalla Guardia di Finanza.

Il blitz delle Fiamme Gialle, che aveva fatto scattare gli arresti per gli indagati, tranne Crisafulli, riguardava la presunta distrazione dei fondi dell’equo indennizzo che dovevano transitare dalla TirrenoAmbiente, cui era stata affidata la gestione della discarica nel territorio di Mazzarrà, e il Comune, oltre ad episodi di corruzione nei rapporti tra l’ente pubblico e la stessa società mista.

Le indagini avevano appurato che, dal marzo 2007 al novembre 2014, non solo la TirrenoAmbiente aveva dimezzato il versamento, ma parte di questo andava nelle tasche degli ex ammistratori e dell’allora primo cittadino. Quest’ultimo riceveva tangenti attraverso un giro di danaro che dalla società passava alla Parrocchia come contributi per le feste patronali e altre iniziative, che però finivano nel portafoglio di Bucolo stesso: da qui i collegamenti con la vicenda dell’eredità del sacerdote defunto padre Aliquò, poi stralciata.

Nel sistema di corruzione pure sponsorizzazioni sportive.

Per il Comune di Mazzarrà Sant’Andrea era stato calcolato un danno erariale di oltre 12milioni di euro.

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