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Magistrato arrestato per pedopornografia: andrà in comunità di recupero

Concessi gli arresti domiciliari a Gaetano Maria Amato, il magistrato messinese 58enne che esercitava presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria, già arrestato per pedopornografia.

Per il giudice ormai fuori dall’esercizio delle funzioni, come già deciso dal Csm subito dopo l’esplosione del caso, è stato disposto il trasferimento in una comunità di recupero nella provincia di Siracusa.

Per Amato erano scattate le manette lo scorso 2 ottobre, su provvedimento del gip Maria Vermiglio – stesso giudice che ha firmato per i domiciliari -, dopo le risultanze dell’indagine coordinata dal procuratore capo Maurizio De Lucia e dall’aggiunto Giovannella Scaminaci.

L’inchiesta denominata Black shadow era stata avviata circa un anno e mezzo prima dalla Polizia Postale di Bolzano e coordinata dalla Procura di Trento: dal controllo del pc di un 40enne altoatesino, si era giunti alla perquisizione dei due computer di proprietà del magistrato, dove era stato trovato del materiale pedopornografico, equivalente a più di 40 file.

Amato è risultato implicato, quindi, nell’indagine su una rete di pedofili che scambiavano immagini attraverso il web: una 50ina le perquisizioni avvenute presso le abitazioni di altrettanti sospettati, tra cui la più clamorosa quella in casa del giudice messinese.

 

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