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I numeri della povertà. Reddito di inclusione, in Sicilia 50 mila domande

Sono innumerevoli le domande per il reddito di inclusione in Sicilia attivo già dal primo dicembre. Nell’isola si prevedono, oltre 50mila richieste per ottenere un sussidio che va da 190 a 490 euro al mese per 18 mesi, ma non basta. Secondo gli ultimi dati Istat infatti, le famiglie siciliane con un reddito inferiore a 6 mila euro sono circa 260mila.

Pensionati con meno di 500 euro al mese, persone sotto sfratto, ex professionisti, uomini e donne che hanno perso la casa costretti a vivere per strada e moltissime famiglie che vivono in macchina.
L’identikit dei siciliani che richiedono il sussidio in tutti i comuni è molto vasto e i dati sono sempre più preoccupanti.
Il grande impegno di associazioni come Caritas e comunità di Sant’Egidio non è sufficiente a colmare il grande vuoto per una coperta troppo corta.

Per poter ottenere il REI sono necessari alcuni requisiti tra cui un reddito ISEE entro i 6 mila euro con priorità per le famiglie che hanno a carico disabili. Inoltre la nuova  misura varata dal Governo prevederebbe “progetti personalizzati” con una sorta di guida da parte di “assistenti sociali” per raggiungere l’indipendenza economica. 

E’ di pochi giorni fa la manifestazione all’ingresso di Piazza Parlamento a Palermo da parte dei componenti  del Centro Pio La Torre  con una sola richiesta: l’approvazione del ddl contro la povertà.

“La nuova Assemblea Regionale Siciliana discuta e approvi come primo atto il ddl di iniziativa popolare per il contrasto alla povertà assoluta che da oltre due anni è depositato all’Ars- afferma  Vito Lo Monaco, presidente del Centro Studi Pio La Torre e continua- Chiediamo alla nuova Assemblea di fare proprio il ddl, di firmarlo, depositarlo e discuterlo immediatamente. Il testo, nonostante le assicurazioni del governo precedente, non è mai stato calendarizzato né discusso. Nel frattempo la povertà assoluta è cresciuta. La misura di Rei decisa dal governo nazionale è insufficiente a coprire l’intera platea degli aventi diritto. Una rapida approvazione del ddl di iniziativa popolare – conclude  Lo Monaco – consentirebbe, agganciandolo al provvedimento nazionale, di estendere l’intervento a un numero più elevato di bisognosi”.

Il ddl, che si compone di sette articoli, ha tra i firmatari un cartello trasversale di soggetti, il Comitato No Povertà, costituto dal Centro Pio La Torre, dai sindacati, da Libera, Confindustria, Caritas, Comunità di Sant’Egidio, Erripa, Comitato lotta per la casa «12 luglio» e Terzo Settore.

 

 

 

 

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