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Furti continui al Vittorio: ospedale all’abbandono. L’allarme del NurSind

CATANIA

L’allarme lanciato dal sindacato degli Infermieri: “Al Vittorio Emanuele furti, reparti depredati e dipendenti aggrediti. La direzione non può ignorare una situazione così grave”.

Incessanti furti notturni e diurni. Il Vittorio Emanuele di Catania, preso di mira da mesi. È l’allarme lanciato dal Nursind Catania, il sindacato delle professioni infermieristiche, che fa sapere come il presidio ospedaliero sia scenario di furti nei padiglioni e sottolinea i gravi danneggiamenti sulle vetture dei dipendenti.

Un ospedale già macchiato dalle svariate aggressioni che si sono susseguite nei mesi, e che ora aggrava la sua immagine.

«E’ un ospedale dove le regole sembrano non esistere più – afferma Salvatore Vaccaro segretario provinciale del NurSind – è diventata terra di nessuno; un far west in piena regola; i furti e i danneggiamenti – prosegue Vaccaro – si svolgono con regolare continuità e nonostante le molteplici segnalazioni alla direzione, non sono state attivate soluzioni in grado di garantire la sicurezza all’interno del presidio».

Il sindacato avrebbe ipotizzato di organizzare delle ronde notturne di sorveglianza visto il disagio arrecato ai dipendenti, vittime di furti. Gli infermieri puntano il dito sulla gravità della situazione che, a detta di Vaccaro sarebbe sotto gli occhi di tutti e nonostante il fenomeno abbia assunto proporzioni scandalose, nessuno pone soluzioni per risolvere il fenomeno.

Secondo il NurSind il Vittorio Emanuele sarebbe l’ospedale più pericoloso della città, totalmente all’abbandono: illuminazione scarsa e strade interne non consone per un presidio che racchiude decenni e decenni di storia della sanità catanese. Senza dimenticare la pericolosità dei cancelli, che sarebbero aperti tutta la notte senza controllo.

«Non si può andare avanti così, non si può continuare a tollerare che la sicurezza di un servizio essenziale per la popolazione sia incredibilmente trascurato dalle istituzioni – conclude Vaccaro –  La Direzione non può ignorare una situazione che ha superato ogni limite.»

Abbiamo provato a contattare telefonicamente il direttore sanitario dell’azienda, Paolo Cantaro, per dare l’opportunità di replicare, ma al momento in cui stiamo andando in onda, non siamo riusciti a sentirlo.

13 novembre 2017

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