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Annullate multe elevate dal Comune di Catania perché illegittime

CATANIA

Chissà a quanti di voi sarà capitato di ricevere la notifica di una multa e scoprire poi che era illegittima?

È successo a un contribuente di Catania che ha fatto ricorso e il Giudice di Pace ha disposto l’annullamento delle intimazioni di pagamento dichiarando l’inesigibilità delle cartelle esattoriali (per un ammontare di circa 1.000,00) relative ad alcuni verbali di contestazioni al Codice della Strada elevate negli anni 2000 e 2001, che  si è rivolto all’associazione per i diritti del cittadino CODICI  e in sede di analisi della posizione debitoria, è emerso che le cartelle esattoriali di cui Riscossione Sicilia richiedeva il pagamento erano ormai da considerarsi prescritte e soprattutto notificate in maniera errata, e quindi non più dovute.

Il Giudice di Pace di Catania ha disposto l’annullamento delle intimazioni di pagamento dichiarando l’inesigibilità delle cartelle esattoriali (per un ammontare di circa 1.000,00) relative ad alcuni verbali di contestazioni al Codice della Strada elevate negli anni 2000 e 2001 per intervenuta prescrizione e comunque per l’illegittimità della notifica. E’ quanto risulta dalla sentenza 535/2017.

LA VICENDA
Tale vicenda iniziò quando un contribuente, destinatario di cartelle esattoriali da parte di Riscossione Sicilia, contattò lo sportello territoriale Codici di Catania per ricevere informazioni circa la possibilità di poter aderire alla c.d. rottamazione delle cartelle esattoriali emesse dalla Serit- Riscossione Sicilia dall’anno 2000 all’anno 2016 (introdotta dal Decreto Legge n.193 del 22 Ottobre 2016). In sede di analisi della posizione debitoria, emerse però che le cartelle esattoriali di cui Riscossione Sicilia richiedeva il pagamento erano ormai da considerarsi prescritte e soprattuto notificate in maniera errata, e quindi non più dovute.

Per questa ragione il contribuente, rappresentato e difeso dagli avvocati Manfredi Zammataro e Mario Emanuele Campione (rispettivamente segretario Regionale e Provinciale del Codici), decise di ricorrere all’autorità Giudiziaria competente in materia per fare dichiarare l’avvenuta prescrizione delle cartelle richieste (circa euro 1.000,00) dal concessionario evidenziando inoltre come le notifiche dei verbali di contravvenzione notificate a mezzo agenzie private sono da ritenersi inesistenti, cosi come ammesso dallo stesso comune di Catania costituitosi in udienza che ne chiedeva lo sgravio. Depositato il ricorso e svoltesi le prime udienze di discussione, il Giudice di Pace di Catania ha accolto le richieste formulate dai legali del contribuente ed ha proceduto ad ordinare a Riscossione Sicilia la cancellazione delle cartelle dichiarate oramai prescritte e comunque non notificate correttamente, condannandola al pagamento delle spese legali.

Secondo i due legali: «Quanto emerso dagli atti di causa è fondamentale per i contribuenti in quanto è stato accertato che in questi anni il Comune di Catania ha notificato parte dei verbali elevati dalla Polizia Municipale per mezzo di agenzie di posta privata e quindi in maniera del tutto illegittima in quanto in contrasto con quanto sancito dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite».

«Tale pronuncia – proseguono Zammataro e Campione – rappresenta quindi una conquista importantissima per tutti coloro che quotidianamente subiscono sanzioni e fermi amministrativi per debiti che non sono stati notificati in maniera legittima. I nostri sportelli ricevono quotidianamente le segnalazioni di utenti ai quali non è mai stata notificata alcuna cartella, ma che all’improvviso si ritrovano oggetto di ingiunzioni e fermi amministrativi a causa di debiti che nel frattempo si sono aggravati con il peso di more e interessi poiché non saldati per tempo. Gli Enti Locali e le Agenzie di Riscossione – concludono – hanno la precisa responsabilità di avvisare entro i giusti tempi e nel rispetto delle norme previste i soggetti in situazione debitoria, affinché questi ultimi possano provvedere ai pagamenti secondo tempistiche che non aggravino ulteriormente la propria situazione finanziaria».

11 novembre 2017

 

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