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Mailgate, chiesti sei anni per l’ex rettore dell’Università di Catania Antonino Recca

CATANIA

Sei anni di reclusione per l’ex rettore di Catania Antonino Recca. È una condanna pesante quella chiesta dall’accusa nel processo per violazione del segreto d’ufficio e per il trattamento abusivo di dati personali. Recca avrebbe inviato, infatti, una mail elettorale a sostegno di una candidata dell’Udc all’Ars nel 2012 utilizzando una lista di posta elettronica e il server dell’università. Con lui avrebbero collaborato Enrico Commise l’allora responsabile della struttura informatica per il quale il pm Raffaella Vinciguerra hanno chiesto tre anni di reclusione, mentre solo due per un dipendente dell’ateneo, Nino Di Maria.

Le posizioni della candidata, Maria Elena Grassi, moglie di Di Maria, e di suo figlio Daniele Di Maria sono state stralciate dall’inchiesta della Procura e archiviate. Ad intervenire durante l’udienza di oggi è stato il professore Giovanni Grasso, in qualità di legale dell’università che si è costituita parte civile. A Recca e Di Maria è stato chiesto il riconoscimento di una provvisionale di 100 mila euro per i danni.

L’udienza è proseguita con le requisitorie degli avvocati Guido Ziccone e Tommaso Tamburino per Recca, di Goffredo D’Antona per Commise e di Walter Rapisarda per Di Maria. Il processo è stato aggiornato al prossimo 23 gennaio per eventuali repliche e nello stesso giorno il tribunale potrebbe ritirarsi in camera di consiglio.

Il reato ipotizzato è di rivelazione di segreto d’ufficio per avere utilizzato gli elenchi di indirizzi email di iscritti all’ateneo, destinati a rimanere segreti, al fine di favorire la campagna elettorale della Grassi… e di questo dovranno rispondere i tre imputati.

 

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