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Truffa: arrestato il sindaco di Priolo, era candidato all’Ars

SIRACUSA

Truffa, turbativa d’asta e tentata truffa. È finito agli arresti domiciliari il sindaco di Priolo, Antonello Rizza, candidato alle prossime elezioni regionali nelle liste di Forza Itali a sostegno di Nello Musumeci. Un provvedimento che arriva su richiesta della procura della Repubblica a conclusione dell’operazione “Res Publica” che ha smascherato un sistema di illegalità diffuso all’interno e all’esterno dell’amministrazione comunale di Priolo. È scattato, invece, l’obbligo di presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria per Salvatore Cirnigliaro dirigente del settore sport e spettacolo, per Francesco Artale imprenditore ed amministratore della “Indie Sound Music sas” e per Flora La Iacona, dirigente del settore Pubblica Istruzione, che all’epoca dei fatti era a capo del settore Politiche Sociali.

Lì, a Priolo Gargallo, vigeva una gestione illecita degli appalti. Le indagini sono scattate nella seconda metà del 2016; sotto la lente d’ingrandimento tre casi di turbata libertà degli incanti e turbamento del procedimento di scelta del contraente in relazione alla segnalazione di persone vicine al sindaco. La truffa ai danni del comune era legata all’acquisto di beni attraverso la Consip con codici alterati per consentire al”imprenditore la vendita dei beni ad un prezzo maggiorato. Dall’inchiesta è emerso anche un episodio di tentata concussione per l’assegnazione di un appalto ad un imprenditore.

Rizza non ha alcuna condanna sulle spalle ma è imputato in quattro procedimenti penali con accuse che vanno dalla corruzione, alla concussione, dall’associazione a delinquere alla truffa, dall’abuso d’ufficio alla tentata estorsione. In totale 22 capi di imputazione.

Non si è fatta attendere la replica del candidato Nello Musumeci che è stato attaccato dai suoi avversati politici: «Rizza era venuto da noi, tre volte, per essere candidato nella lista #Diventeràbellissima e gli abbiamo detto no, perché chi ha problemi con la giustizia prima pensi a risolverli e poi a tornare a fare politica. Da 70 anni siamo andati avanti senza che la stampa abbia dato risalto alle liste di ‘impresentabili’, c’è stato un silenzio assoluto. Ora grazie alla mia denuncia di due mesi fa – ha aggiunto Musumeci – tutti hanno scoperto che bisogna avere liste pulite». Ribatte Claudio Fava: «La lista in cui c’è Rizza sostiene il suo schieramento e l’alleato Miccichè attacca la magistratura. Se le cose stanno così, come dice Musumeci, allora si dimetta davvero!». Quindi incalza Fabrizio Micari: «Se Musumeci non riesce a controllare le sue liste, come pensa di riuscire a controllare assessorati e uffici regionali? Sotto il suo naso e ‘a sua insaputa’ succederebbe di tutto e di più. Ma siccome non credo alla sua versione da ‘Mister Magoo’ con il pizzo, dovrebbe smetterla di prendere per scemi i siciliani. Noi gentili lo siamo, ma fessi no”. Il carico da novanta arriva con Beppe Grillo che scrive un post nel suo blog: «Musumeci mente sapendo di mentire. È diventato un bugiardo come tutti i vecchi politici dei vecchi partiti. Hai imbarcato il peggio. Condannati, arrestati, Genovese, Micchichè, Cuffaro, tutta gente che decide per te. Tu non conti nulla e sei diventato un bugiardo patentato».

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