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Giovanni Moscato non ci sta e si difende: chiede commissione di indagine

RAGUSA

Vittoria. Giovanni Moscato, non ci sta. Il sindaco di Vittoria nel ragusano, dopo l’operazione denominata dalla Polizia Exit Poll, che ha portato all’arresto di 6 persone, tra cui l’ex sindaco Giuseppe Nicosia e il fratello Fabio, consigliere comunale del Pd appena dimessosi, per il reato di scambio elettorale politico mafioso, per le elezioni amministrative del 2016, non intende più stare in silenzio.

voto di scambio - Ultimatv

«Chiedo che venga disposta urgentemente una commissione di indagine».
Così si pronuncia con determinazione e chiede al Ministro degli Interni, Marco Minniti e al Prefetto di Ragusa Maria Carmela Librizzi, di disporre urgentemente l’accesso al Comune tramite l’invio di una commissione d’indagine, così come previsto dall’articolo 143 del Testo Unico degli Enti Locali.

«Sarà l’occasione per poter fare chiarezza – dichiara Moscato – ed è l’unico modo per tutelare la nostra comunità. Trasparenza senza sé e senza ma. Non esistono posizioni da difendere, va difesa solo la città e l’unico modo per farlo è il rispetto della legalità».

Il sindaco si difende motivando che i fatti relativi all’operazione Exit poll riguardano l’ultimo decennio amministrativo, dunque prima del suo insediamento. Infatti sottolinea «Chi chiede a gran voce lo scioglimento del Comune, a priori e senza alcuna verifica, non tutela minimamente la città ma cerca soltanto vendette politiche e tornacontismo».

28 settembre 2017

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