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Giornalisti: nessuna assemblea elettorale in discussione, tutto confermato

PALERMO

“Con riferimento alle considerazioni espresse dal direttore della testata online Osservatorio Sicilia, sulle elezioni dei rappresentanti dell’Ordine dei giornalisti, rilanciate dall’agenzia Ansa e riprese da alcuni siti di informazione, si precisa che la convocazione dell’assemblea elettorale per le giornate del 24 settembre, 1 e 8 ottobre 2017, è confermata e non viene messa in discussione da valutazioni a tratti incomprensibili e in altri casi frutto di evidente disinformazione e di mancata conoscenza delle regole”. Lo precisa il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, che ribadisce che “la convocazione è stata fatta nel pieno rispetto delle regole previste dalla legge 3 febbraio 1963 n. 69 e delle recentissime integrazioni disposte dal decreto legislativo 15 maggio 2017 n. 67. L’Ordine è tuttavia costretto a intervenire, per evitare che si possa pensare a manifestazioni di accondiscendenza riguardo a tesi del tutto peregrine”.

“In particolare – prosegue il comunicato – così come è ampiamente noto, nelle elezioni dell’Ordine non esistono candidature formali né obblighi relativi alla presentazione delle stesse, ma sono eleggibili tutti coloro che sono iscritti all’albo da più di cinque anni e non siano sospesi dall’esercizio della professione: ciò è chiaramente indicato nell’avviso di convocazione dell’assemblea, inviato a ciascuno degli aventi diritto al voto. Per quel che riguarda l’elezione del Consiglio nazionale, da quest’anno occorre essere pure titolari di una posizione Inpgi attiva, mentre gli appartenenti alle minoranze linguistiche devono chiedere l’inserimento nel Collegio unico nazionale, istituito dal decreto legislativo 67/2017; per farlo, hanno tempo fino al 4 settembre”.

“Nessuna violazione dunque dei diritti degli iscritti, né alcun ‘vulnus partecipativo’ – conclude la nota -. Parlare della necessità di adottare uno ‘statuto con cui normare la vita associativa’ è frutto di un gravissimo errore, considerato che l’Ordine è un ente pubblico non economico e non un’associazione privata; la sua vita è pertanto regolata da leggi e regolamenti e non da statuti interni. Con riferimento al numero dei seggi, infine, la normativa vigente prevede un massimo di tre sedi elettorali per regione e non consente di istituire ulteriori sezioni o sottosezioni. Come è quasi sempre avvenuto, si voterà a Palermo, dove ha sede l’Ordine, e nelle altre due principali città siciliane, Catania e Messina, nelle cui province risiedono la maggior parte degli iscritti all’albo”.

28 agosto 2017

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