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Direttore testata, sospende elezioni dell’Ordine dei giornalisti

PALERMO

«La confusione legislativa che riguarda il sistema elettorale dell’Ordine dei giornalisti, provoca gravi violazioni dei diritti degli iscritti e un vulnus partecipativo. Chiedo la sospensione delle elezioni 2017 per il tempo necessario ad adottare uno statuto che stabilisca norme chiare che tengano conto dei diritti di tutti i giornalisti iscritti». Lo dice Michele Santoro, direttore del giornale on line, Osservatorio Sicilia, in una lettera alla Presidenza nazionale, al Ministero della giustizia e alla presidenza dell’Ordine regionale di Sicilia. Le operazioni di voto sono previste per il 24 settembre prossimo in prima convocazione.
«Una situazione contraddittoria e confusa che dura ormai da oltre dieci lustri che neanche quella che era attesa come la grande riforma della legge istitutiva – aggiunge – è riuscita a correggere e ora è tempo che venga trovata finalmente una giusta soluzione che sia innanzi tutto chiara e che tenga conto dei diritti degli iscritti. L’attuale normativa, ancorché confusa e contraddittoria, è madre di un sistema elettorale che crea situazioni al limite del paradosso e vulnus partecipativo al governo dell’ordine, perché non esistono norme chiare sul funzionamento delle assemblee e dei seggi, confusi tra di loro, e regole sul sistema di candidature».

Nella lettera Santoro scrive: «Ho cercato nei vari documenti dell’Ordine, ed in particolare nel volumetto pubblicato sul sito istituzionale nazionale che porta il nome di ‘Norme per le elezioni dei consigli regionali e del consiglio nazionale’, al fine di comprendere come avvengano le elezioni e soprattutto quale sarebbe il procedimento di “candidatura” e di votazione. Niente, neanche un accenno su come si presentano le candidature e a chi. Ho quindi verificato presso l’Ordine Nazionale e da lì ho avuto conferma che la questione ‘non è normata’ anche se l’interlocutore ha aggiunto che ‘seguiamo la legge istitutiva’. Non essendo normata la questione delle candidature, la norma da seguire per l’assemblea non può essere diversa di quella del codice civile anche perché la legge istitutiva non regolamenta la questione che, di norma, è rimandata, per forza di cose all’Odg che, a similitudine degli altri ordini professionali, si dovrebbe dotare di uno statuto con la quale “normare” la vita associativa. Statuto che ad oggi non risulterebbe essere stato mai attuato dall’Ordine’».

fonte: Ansa

26 agosto 2017

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