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Caporalato e parcheggiatori abusivi: un business da oltre 6 mln di euro l’anno

PALERMO

La Sicilia sempre più nella morsa del Caporalato. E mentre finora lo sfruttamento dei lavoratori, per lo più stranieri, avveniva nel comparto agricolo, ora si passa ai parcheggi abusivi.

Succede a Palermo dove è partita la caccia a chi ingaggia gli immigrati, con incassi sino a 3.000 euro al mese, ma al posteggiare ne restano solo 300.

L’ipotesi di reato è caporalato e la Procura di Palermo, per la prima volta, punta il dito contro un sistema illecito che gestisce oltre 400 parcheggi sparpagliati perla città. Un esercito ben strutturato, composto da migranti africani e bengalesi, costretto a consegnare ogni giorno al caporale, l’incasso totale a fronte solo di 10 euro.

Nelle scorse settimane il procuratore aggiunto Ennio Petrigni e il sostituto Andrea Fusco hanno aperto un fascicolo per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro incaricando i carabinieri provinciale di indagare sulla gestione dei posteggiatori nelle zone di sosta maggiormente frequentate nelle ore serali e di notte quali piazza Marina a Mondello, dal lungomare dell’Addaura fino a via XX Settembre.

Un business da oltre 6 milioni di euro l’anno. La lotta contro i parcheggiatori abusivi è partita già in primavera e si era intensificata grazie al nuovo strumento del daspo urbano (il provvedimento di allontanamento temporaneo dai luoghi dove viene commesso il reato). Ma negli ultimi mesi il questore Renato Cortese ne ha già firmati oltre 60. Ma il piatto della bilancia è sbilanciato perché per ogni parcheggiatore colpito da Daspo, nel giro di mezz’ora, ne arrivano altri due nello stesso punto. Una sintesi della Procura che sintetizza l’obiettivo di colpire gli organizzatori del business milionario.

19 agosto 2017

 

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