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Codacons chiede lo stop a tutte le Ong operanti nel Mediterraneo

ROMA

Dopo le gravi accuse della Guardia costiera libica e in attesa degli esiti dell’indagine condotta a Trapani, il Codacons prende una posizione netta.

Sospensione dell’attività per tutte le Ong che operano nel Mediterraneo. A chiederla il Codacons, che si rivolge al Ministero dell’Interno affinché blocchi le navi delle varie organizzazioni, indipendentemente dalla firma del codice di condotta.

«Dopo le gravi accuse lanciate dalla Guardia costiera libanese, che parla apertamente di favoreggiamento agli scafisti e di aiuto al traffico di uomini da parte delle Ong, accuse che vanno ad aggiungersi ai pesanti dubbi sollevati dalla magistratura italiana, occorre fare chiarezza e capire se tali insinuazioni siano o meno fondate – spiegano Carlo Rienzi e Francesco Tanasi rispettivamente Presidente e Segretario Nazionale Codacons  – Per tale motivo chiediamo oggi al Ministero dell’Interno di disporre il blocco delle attività di tutte le Ong attive nel Mediterraneo, una sospensione momentanea in attesa degli esiti delle indagini aperte dalla Procura di Trapani, così da evitare la prosecuzione di eventuali reati o comportamenti che violano le normative italiane e internazionali» – concludono Rienzi e Tanasi.

14 agosto 2017

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