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Il volo, la sua passione, ma è “volato” via. Si è schiantato mentre riprendeva altri paracadutisti

CATANIA

Caltagirone. Il volo era sua passione. Ma ieri, complice il vento, il suo paracadute si è gonfiato e ha modificato la traiettoria dell’atterraggio. Giulio Massarotti di Caltagirone, nel Catanese, si è schiantato. È morto sul colpo. Stava riprendendo i voli dei suoi amici, come spesso faceva.

Giulio Massarotti, 37 anni si è schiantato ieri in contrada Caudarella a poche decine di chilometri da Caltagirone nel Catanese, dopo essersi lanciato da un aereo.

Il paracadute si è regolarmente aperto eppure il giovane imprenditore che ha fatto della sua passione, il volo, la sua professione, è morto in seguito alla violenza dell’impatto sul suolo.
L’amore per il volo era la sua vita al punto che negli anni aveva preso diversi brevetti ed era anche diventato istruttore di lanci con il paracadute.

Nell’aviosuperficie della famiglia base operativa dell’associazione di paracadutismo sportivo “Sunflyers”, di voli ne aveva fatti molti: oltre 500. Eppure nonostante l’esperienza, quel volo è stato fatale.

“Si è verificato in tarda mattinata, attorno le 12 – racconta un agricoltore la cui proprietà confina con l’aviosuperficie. Prima è arrivato un elisoccorso, poi l’ambulanza e i carabinieri. A  quel punto ho capito che si trattava di qualcosa di grave. Ho visto il paracadute aperto e un capannello di gente intorno”.

Giulio Massarotti, si è schiantato al suolo con una violenza impressionante, rompendosi l’osso del collo. È morto sul colpo.  A nulla sono valsi i soccorsi.

Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri di Caltagirone, Massarotti, si è lanciato con il paracadute da un aereo appositamente attrezzato, con il compito di filmare le evoluzioni in volo dei suoi compagni, trattandosi di una giornata di lanci, come tante.

Massarotti ieri aveva fatto cosa sempre, ossia riprendere con la telecamera i lanci degli altri preceduto quattro persone che, con due paracadute, si erano lanciate in tandem. Eppure, nonostante le condizioni climatiche ritenute buone, ma con un po’ di vento, qualcosa non ha funzionato nella manovra di atterraggio.

Sarebbe stato proprio il vento a spostare il paracadutista modificando la sua traiettoria e a trasformare quel lancio in una corsa verso la morte.

Il forte vento ha fatto gonfiare il paracadute trascinando il corpo per una ventina di metri. La telecamera, montata sul casco, è andata in mille pezzi.

Il medico legale Maria Berlich, ha indicato la causa del decesso in un arresto cardiocircolatorio provocato dai gravissimi traumi riportati.

Sui social i commenti si moltiplicano. Perché Massarotti era conosciuto nel campo del paracadutismo e perché il padre è un noto imprenditore nel settore del disinnesco delle mine anti-uomo.

Renato Caruso direttore della scuola di paracadutismo sportivo “Sunflyers” ha commentato la tragedia con poche, ma significative: «Un dolore immenso che ci devasta tutti».

12 agosto 2017

 

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