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Fiumefreddo via da Riscossione Sicilia. L’Ars ricolloca i dipendenti

 

PALERMO

Ieri, durante una pausa dei lavori dell’Ars e contestata dal M5s, dopo che il governo Crocetta era stato battuto col voto segreto, è stata riscritta la “norma-compromesso” su un emendamento soppressivo dell’articolo inserito nella cosiddetta ‘finanziaria bis’ che prevedeva l’immediata liquidazione di Riscossione Sicilia.

Viene dato tempo alla Regione fino al 31 dicembre del 2018, nonostante la norma sia stata varata, che dovrà stipulare un’apposita convenzione con il ministero dell’Economia al fine di assicurare  il mantenimento dei livelli occupazionali del personale con contratto a tempo indeterminato in servizio a far data 31 dicembre 2016.

Ad oggi, in Riscossione, lavorano settecento persone.

Infatti, stamani l’Ars è  tornata ad riunirsi per  definire la parte che riguarda proprio la ricollocazione dei dipendenti.

Dopo la pubblicazione sulla stampa di un elenco di parlamentari regionali morosi col Fisco, il rapporto tra Fiumefreddo e l’Ars si è incrinato.

Da allora si innesca un clima di tensione attorno a Fiumefreddo che durante un’audizione venne quasi a contatto fisico con il presidente della commissione Bilancio dell’Ars, Vincenzo Vinciullo (Ap), prima di essere allontanato dalla stanza dagli assistenti parlamentari su richiesta di alcuni deputati.

Il governatore Rosario Crocetta difende subito Fiumefreddo, che l’ha voluto e poi confermato, dopo un primo tentativo di estrometterlo alla guida di Riscossione.

10 agosto 2017

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