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Patrimonio comunale abbandonato, polemiche sulla sua mancata riqualificazione

CATANIA

In mano alla macro e microcriminalità con danni per milioni di euro che pesano sulle spalle dell’intera collettività. Si tratta degli immobili di proprietà comunale che, tra mancati progetti e piani di ristrutturazione, versano in condizioni pietose. PalaNesima, PalaGalermo, ex Mulino Santa Lucia ed ex fabbrica di zolfo del viale Africa: queste sono solo alcune delle strutture indicate dalla commissione comunale al Patrimonio. Che si parli di decreto “Salva Italia”, di investimenti privati o di fondi europei la volontà è quella di non farli finire nel dimenticatoio. «Il nostro intento- afferma Ersilia Saverino, vice presidente della commissione al Patrimonio-  è avviare un processo di recupero di parchi, palazzi e piazze per istallarci, con la collaborazione dei commercianti, sportelli e servizi riducendo così la voce comunale legata agli affitti passivi e al vandalismo. Un settore da centinaia di migliaia di euro l’anno. Il processo di valorizzazione potrebbe creare un circuito virtuoso per lo sviluppo della città. Avviare bandi di gara, nel pieno rispetto di leggi e regole, servirebbe ad affidare a privati quelle strutture che il comune non può gestire: immobili inutilizzati che possano servire a fare cassa. La questione dell’ex scuola “Brancati” e di quella di via Toledo devono far riflettere. Eccome. La proposta avanzata, insieme al presidente Salvatore Tomarchio ed agli altri componenti della commissione, è quella di accelerare i processi di assegnazione, attraverso bando pubblico, per cambiare il volto della città. L’aiuto degli imprenditori, che vogliono scommettere su Catania, diventa indispensabile per salvare piazze, ville, palazzine e parchi. Già in passato- è sempre la Saverino a parlare- associazioni e singoli gruppetti di cittadini, avevano deciso di occupare immobili comunali vandalizzati nel tentativo di fare qualcosa di concreto per il loro quartiere. Iniziative lodevoli ma che devono essere compiuti dall’amministrazione comunale. Recepito il messaggio, le istituzioni devono fare in modo che simili impianti non vengano mai più devastati. I lunghi iter burocratici hanno il solo effetto di affidare il nostro patrimonio, che resta spesso senza controlli, a vandali e teppisti. Degrado su degrado ed alla fine a perderci è sempre la cittadinanza. L’ immobilismo blocca il processo di sviluppo della città e non porta da nessuna parte».

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