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Ardizzone al Ventaglio: “Attacchi all’ Ars immotivati”

Anche all’Ars è tempo di vacanze. Questa mattina si è svolta la tradizionale cerimonia del ventaglio, l’ultima di questa legislatura, che precede la chiusura estiva dell’assemblea regionale. Al rientro non ci sarà più tempo per elaborare nuove leggi perché si penserà già al futuro in vista delle elezioni del prossimo 5 novembre. Un’occasione quella di stamani dunque per fare un bilancio di ciò che è stato fatto in questi 5 anni. A farlo il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone che ha incontrato i giornalisti poco dopo le 11 nella sala stampa di Palazzo Reale a Palermo. Ardizzone ha passato in rassegna i dati sulla produzione legislativa da parte del Parlamento siciliano rispondendo anche ad alcune polemiche che si sono rincorse nelle scorse settimane sui costi della politica siciliana.

“Quanti attacchi e bugie a questo palazzo in questi anni non sempre motivati, ma noi rispondiamo a consuntivo. Il giorno del mio insediamento alla carica di Presidente ho detto che avremmo recepito il decreto Monti, tagliando i vitalizi. L’unico gruppo che non ha votato il recepimento è stato il M5S. E lo dico perché al populismo alimentato quotidianamente si risponde con la buona politica”. Ardizzone ha passato in rassegna i dati sulla produzione legislativa da parte del Parlamento siciliano nell’attuale legislatura, rivendicando che nel corso del quinquennio l’Ars ha approvato 109 leggi approvate di cui 61 di iniziativa governativa, 37 di iniziativa parlamentare e 11 di iniziativa mista (contro 108 della precedente legislatura).”Sui vitalizi noi siamo stati la prima Regione ad applicare il decreto Monti e ad evidenziare sul sito dell’Ars – ha detto – i dati sugli assegni vitalizi. Nessuno si è fatto carico di visionare se nel sito della Camera e al Senato era stato fatto lo stesso così come nelle altre regioni”. Poi Ardizzone ha aggiunto: “Mi prendo il merito del recepimento della legge Delrio con l’individuazione delle tre città metropolitane di Palermo, Catania e Messina, senza il recepimento di quella legge non avremmo avuto i patti della Sicilia con le tre città metropolitane, che significa trasferimento di risorse per la nostra terra”.

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