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Schulz e Minniti a Catania. Visita a un centro di accoglienza per minori

Pomeriggio catanese per l’ex presidente del Parlamento europeo e candidato alla Cancelleria tedesca Martin Schulz, che insieme al ministro dell’Interno Marco Minniti è arrivato in un centro d’accoglienza per minori non accompagnati di Catania.

Schulz, che prima di arrivare nella struttura d’accoglienza è salito a bordo del pattugliatore Diciotti della Guardia costiera in compagnia del sindaco di Catania Enzo Bianco, e dell’ammiraglio Nunzio Martello, entrando nell’edificio si è soffermato alcuni minuti insieme al primo cittadino etneo per osservare una cartina geografica della provincia catanese.

Poi Schulz si è soffermato alcuni istanti a parlare con un ragazzo subsahariano ospite della struttura, e si è informato sulle attività svolte all’interno della comunità. Quindi l’arrivo e il saluto del ministro Minniti e l’ingresso nel centro d’accoglienza dove al momento sono ospitati 25 minori non accompagnati.

«Come voi sapete l’Italia è un Paese che in quest’ultimo anno e mezzo sta ospitando 25 mila minori non accompagnati. Ed è un Paese che sta affrontando questa sfida come una sfida di civiltà. Nelle scorse settimane il Parlamento ha approvato una legge sui minori non accompagnati che io considero un riferimento importante. Non soltanto per il nostro Paese, ma che va anche oltre i nostri confini», ha detto il ministro dell’Interno Marco Minniti. «Considero quella legge –  ha aggiunto il ministro – un riconoscimento di un principio assoluto di civiltà e sono orgoglioso di un paese che dice che di fronte ad un minore non accompagnato non solo non si respinge, ma lo si accoglie e gli si dà la possibilità di arrivare alla maggiore età con tutta la serenità possibile. Questo centro e l’esempio di ciò che vogliamo fare in tutta Italia. Qui si tiene insieme il principio dell’accoglienza con quello del lavoro. L’idea di farli venire qui e nella fase della loro adolescenza mentre si preparano alla maggiore età, studiano le lingue, imparano l’italiano e conoscono i principi fondamentali della cultura del nostro paese ed europea, possono fare un lavoro che li riporta in qualche modo alla loro vita precedente».

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