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Palermo, il closing saltato e mesi di “bluff”

Sessanta milioni, pochi secondo Zamparini. Il Palermo vale di più e dunque niente closing. Prima mi è stato detto che c’erano duecento milioni – dice Zampa –  poi cento, poi niente” Nessuna garanzia dunque, e allora niente closing: “Quando Paul avrà i soldi ne parleremo. Tutto chiuso allora, o forse no conoscendo Zamparini. Magari punta a far alzare l’offerta. Intanto, dopo aver scelto il ds (Lupo) e l’allenatore (Tedino) adesso dovrà trovare anche il presidente.

Il ruolo coperto finora da Baccaglini, quello attribuito quando era ancora inverno e ufficializzato nella conferenza stampa del 7 marzo scorso quando si è parlato di stadio e centro sportivo, di Palermo pronto alla rinascita, quando Baccaglini si è trovato a far vedere il nuovo tatuaggio, con l’Aquila rosanero. Amore eterno, sentito. Dimostrato nei giorni successivi quando grande impatto mediatico ha avuto la visita di Baccaglini alla Vucciria. Lui che assaggia i prodotti tipici palermitani, che sa come comportarsi con i tifosi che non ne possono più di Zamparini e pur non fidandosi completamente lo osservano, lo valutano, e sperano.

Baccaglini il 19 aprile presenta il fondo che rileverà il Palermo. La yang wild e free global limited. Da allora è una corsa in città per capire quali sono le garanzie che questo fondo porta in dote. Poche sembra, fin da subito. Comunque la dead line, la prima, è fissata per il 30 aprile. Sarà abbondantemente superata, lo sappiamo. Fra comunicati, attese e smentite, con Zamparini che incalza e Baccaglini che risponde con calma, fino all’ultima dead line (quella di ieri) stabilita dal patron, che resta tale, fra l’ira dei tifosi che ora hanno più che mai ragione a catalogare come un bluff, questo closing, per ora, e forse definitivamente, naufragato.

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