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Dopo il G7 le pale di Antonello da Messina vanno via. È polemica

MESSINA

Finito il G7 e i dipinti di Antonello Da Messina vanno via da Taormina (dove dovevano restare sino al 30 giugno), ed esplode la polemica. La Regione chiede documenti al Comune, e l’organizzatore della mostra dice che si tratta di uno schiaffo alla cultura

Taormina. «È uno schiaffo alla cultura, un danno inestimabile alla Sicilia e ai tanti visitatori che erano pronti a venire a Taormina». Commenta così Roberto Celli, founder della società che ha curato la mostra multimediale “Unescosites” al Palazzo Corvaja di Taormina, in merito decisione della Regione di “portare via” i tre capolavori di Antonello Da Messina – il Ritratto d’Ignoto, l’Annunciata e la Tavoletta bifronte – ammirati solo qualche giorno fa dalle first ladies del G7.

Decisione che è stata annunciata dal Dipartimento dei Beni culturali per «Sopraggiunti motivi di opportunità che hanno imposto il recesso dalle intese sottoscritte con la società privata Beni Culturali».

Ma l’inghippo di questo anticipo di chiusura della mostra, starebbe in alcuni documenti che la Regione avrebbe richiesto al Comune di Taormina, e mai forniti.

Non la pensa nello stesso modo il vice sindaco del Comune di Taormina Mario D’Agostino che ha seguto la vicenda sin da quando è stato attivato il “prestito” delle pale, per la vetrina del G7.

Mario-DAgostino - UltimaTv
Mario D’Agostino, vice sindaco Comune di Taormina

«La Regione non ha stipulato un protocollo d’intesa con il Comune di Taormina, ma con un privato, dunque è normale che andando via l’organizzatore della mostra, le opere lo seguissero. Inoltre con la metà di giugno è prevista l’apertura al pubblico di un’altra mostra dunque, sebbene avessimo gradito moltissimo il perdurare delle tele, era impensabile che noi ci impegnassimo per il mantemimento di opere che non sono nostre! Tutto qui. Argomento chiuso».

E con quel “argomento chiuso”, la vicenda si chiude lì.

Le opere di Antonello Da Messina, che sarebbero dovute rimanere esposte sino al 30 giugno, lasceranno così Taormina. «Mi hanno detto che le porteranno via già oggi» dice Celli – lasciando dietro di loro qualche polemica e persino la possibilità di strascichi giudiziari. «Sono indignato, è questa la parola giusta – commenta il founder di Beni Culturali. Amo la Sicilia da 20 anni, ma questa è davvero l’ultima volta. Abbiamo messo in piedi un’operazione culturale che in quest’isola non si vedeva da decenni e ora per piccoli burocrati che non si passano le carte stiamo per assistere a un’azione scellerata di cui riderà il mondo intero».

Non si capisce però perché Celli si lamenti…

Insomma, chissà quanti turisti stranieri e non, avevano già prenotato il viaggio in Sicilia, con tappa a Taormina, confidando di trovare le opere di Antonello da Messina. E invece troveranno altro! Una delle tante sfaccettature della Sicilia: la difficoltà di organizzare bene le cose.

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