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Caos Oda, la Governance legittima è quella di Lanzi, anzi no

CATANIA

Piena legittimità del commissario con la “Governance” dell’Oda che finalmente diventa più chiara e concreta agli occhi di dipendenti e sindacati. Questo, in sintesi, è quanto stabilito dalla sezione fallimentare del tribunale di Catania che ha dichiarato inammissibile la proposta di concordato presentata dal rimosso consiglio di amministrazione dell’opera diocesana. Chiarito questo punto, la querelle che si è sviluppata in questi ultimi mesi potrebbe essere arrivata alla sua conclusione. Cosa cambierà adesso nel dialogo tra le parti? « Non ci sarà più confusione con i nostri interlocutori- afferma Armando Coco, segretario generale Cisl F.P. Catania- con quest’atto si riconosce la piena legittimità del commissariato, l’avvocato Landi, che era stato nominato dall’arcivescovo metropolitana di Catania: è lui l’unico titolare della governance dell’Oda. Per noi questo è un passo avanti rispetto al passato quando la situazione era estremamente preoccupante. Noi stessi ci siamo attivati, a maggio, nell’incontro in Prefettura, per sottoporre questa situazione complessa all’attenzione delle istituzioni. Una questione che poteva avere pericolosi risvolti di ordine pubblico. Per l’occasione abbiamo chiesto un maggiore impegno da parte delle istituzioni in modo da valutare eventuali interventi. Adesso- prosegue Coco- si può finalmente cominciare ad attivare un confronto serio e sereno con le istituzioni sindacali e fornire un quadro più chiaro ai lavoratori e alle loro famiglie». Tutto risolto allora? Per niente. In una nota diffusa nel pomeriggio ai dipendenti dell’ente, l’attuale C.d.A. ribadisce di essere il soggetto legittimo all’amministrazione dell’Oda. Da qui la situazione di stallo dove l’unica certezza, per ora, è l’attesa per il personale degli stipendi di aprile e maggio.  

 

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