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Il sindaco di Nicolosi Borzì al capolinea: Parole, parole parole…

CATANIA

Avremmo fatto volentieri a meno di dover parlare ancora del geom. Nino Borzì, ma ci viene segnalato l’ultimo frustrante sfogo che egli ha avuto durante il comizio di chiusura della sua decennale Amministrazione del Comune di Nicolosi. Un comizio nel quale dedica un quarto del suo tempo per schernire e attaccare la Funivia dell’Etna prima e UltimaTv con la veemenza tipica di chi ha anteposto ragioni personali alla buona amministrazione.

E lo fa con lo stile a cui ci ha abituati, con quel narrare i fatti in modo mistificatorio, riuscendo abilmente a far breccia nei suoi uditori con espressioni populiste, ipnotizzandoli e convincendoli che la più importante azienda turistica del Comune, forse dell’intera regione è un mostro da abbattere. Ma tutto ciò senza sventolare ai quattro venti un documento, un atto, uno straccio di prova a suffragio di quanto asserito. “Parole, parole parole” canterebbe Mina.

Che UltimaTv faccia riferimento allo stesso gruppo imprenditoriale non è certo un segreto. Ma UltimaTv nasce da un preciso progetto imprenditoriale avente lo scopo di completare l’informazione giornalistica a carattere televisivo e web nel territorio della regione siciliana che negli ultimi anni ha fatto registrare una flessione significativa, con progetti innovativi, una redazione giovane e dinamica e, non ultima è il caso di dire, con la soddisfazione di aver dato nuovi posti di lavoro in un momento storico in cui l’occupazione non è rosea. Ed in questa ottica, nel rispetto del sacrosanto principio di cronaca, di testimoniare e documentare la verità e smascherare le mistificazioni, anche con la satira e l’ironia, che le vicende di Nicolosi o per meglio dire del sindaco Borzì sono state riportate. Tutte le volte che UltimaTv è intervenuta, come strumento di informazione democratica lo ha fatto perché consapevole delle macroscopiche inesattezze dichiarate che necessitavano quindi di una replica puntuale e documentata.

Già perché il geom. Borzì di partecipazione democratica non ne ha mai voluto sentire. Egli ha sempre usato l’aula consiliare per esprimere i suoi asserti, non concedendo mai, né lui né il presidente del Consiglio, il diritto di replica alla Funivia, anche quando a chiedere la convocazione del consiglio comunale per discutere delle questioni era stata la Funivia stessa. Per non parlare dell’anacronistico comportamento del Presidente del Consiglio che poco tempo fa durante l’ennesima seduta, convocata in sessione aperta (!!!) in cui si affrontavano i temi riguardanti il contenzioso tra Amministrazione ed azienda, non ha permesso la registrazione audio della seduta, addirittura facendo allontanare il nostro operatore dalla forza pubblica fuori dall’aula, privandoci di quel sacrosanto diritto di documentare ciò che accadeva dentro quella che dovrebbe essere una casa di vetro.

Ad oggi del verbale di quella seduta non vi è traccia, l’albo pretorio ne è sprovvisto. E di ciò ne abbiamo ampia documentazione. Che fine ha fatto la trasparenza? Di quanto raccontato in quell’aula ne restano testimoni solo chi era presente.
E’ questa democrazia? Poi un comizio che per fortuna tutti hanno potuto ascoltare. E su questo ci corre obbligo di replicare, con uno strumento di comunicazione ed informazione che il sindaco non può impedirci di usare, necessario per far sentire l’altra campana. Ribadiamo che ne avremmo fatto volentieri a meno. Ma stavolta non lo faremo con la satira e l’ironia. Lo faremo con la fermezza e la pubblicazione di atti e documenti che dimostrano che forse la verità abita ad anni luce dai luoghi in cui è stata sapientemente ed accuratamente alterata e raccontata.

Basta con lo sterile populismo con il quale si sventola ai quattro venti che la Funivia dell’Etna o UltimaTv hanno offeso Nicolosi ed i nicolositi. Strumenti vili ed indegni, che infangano un’azienda che da oltre 60 anni opera nel territorio, ha contribuito al suo sviluppo ed al suo benessere, ha annoverato ed annovera tra i suoi dipendenti decine e decine di abitanti di Nicolosi, collabora con i suoi albergatori, numerosissimi i commercianti ed artigiani tra i fornitori. Più volte la Funivia dell’Etna ha espresso gratitudine nei confronti del territorio di Nicolosi che avrebbe voluto, e osiamo dire, potuto trasformare in una piccola Cortina del Sud, contribuendo nel recente passato con la somma di 200.000 euro offerta nel bando pubblico per le manifestazioni culturali e che solo l’incapacità gestionale dell’amministrazione Borzì, di questo malato terminale, ha saputo disperdere.

Se Nicolosi ed i nicolositi si ritengono offesi ce ne scusiamo sin d’ora. Non era certo intenzione nostra. Solo tanta strumentalizzazione. Nel suo comizio il geom. Borzì accusa addirittua alcuni nicolositi di complicità in questa fantomatica azione denigratoria della comunità. Ci verrebbe da dire: padre perdonalo, perché non sa quello che fa e quello che dice… usare la comunità ed il suo orgoglio come strumento politico per denigrare ed alterare l’immagine dell’azienda è ignobile. Spregevole. E deve essere condannato.

Ad oggi il geom. Borzì ha sempre schivato un faccia a faccia, un confronto diretto con carte e documenti alla mano, ha rifiutato di rilasciare interviste alla nostra redazione ripetendo sempre il solito disco rotto: “io con UltimaTv non ci parlo”. Una sua libera scelta, legittima, ma segno evidente della volontà di volersi sottrarre con abile maestria, degna di un discesista da slalom, a imbarazzanti domande di fronte ad atti e documenti.

Una strategia questa messa in atto durante tutta la sua amministrazione, in cui il geom. Borzì ha posto in essere un contenzioso di proporzioni tali che esporrà il comune ad un impegno finanziario non indifferente. Il suo successore dovrà affrontare una situazione meno rosea di quella decantata durante il comizio. Ad una seria valutazione delle proposte transattive avanzate per chiudere il contenzioso, si è anteposto invece un inerte silenzio. Alle opportunità di fattiva soluzione della questione degli impianti invernali costruiti su terreni di privati ha invece attuato una politica di contrapposizione, con controproposte prive di sostanza, prive di motivazione tecnica e giuridica. Addirittura proponendo l’accensione di un mutuo che non basterà neanche a pagare la metà del danno prodotto. E tutto sulle spalle dei nicolositi. Sulla pelle della futura amministrazione. Sulla pelle delle future generazioni in barba a tutti i principi di sostenibilità. Una bomba ad orologeria di potenza devastante di cui ha acceso la miccia, ma da cui adesso scappa a gambe levate.

«La Funivia pensa che i parcheggi sono di sua proprietà» proclama soddisfatto ai suoi uditori, di cui oltre la metà degli schieramenti opposti. «Il Comune si è appropriato dei parcheggi e ne ha ricavato quasi due milioni di euro in otto anni!». Appropriato sì, ma con la prepotenza che il potere amministrativo gli attribuisce. «Il Comune li ha pagati e quindi sono i suoi. Non li hanno solo volturati. La Funivia ci ha proposto una sorta di convenzione… ci voleva mettere le mani anche lì!”». Per fortuna possiamo riascoltare queste affermazioni e nell’analizzarle, confrontandole con gli atti, restiamo esterrefatti.

Il 26 febbraio del 2016, con nota prot. n° 3933 il geom. Francesco di Gregorio, dirigente dell’ufficio espropri, relaziona sugli espropri dei parcheggi eseguiti dal Comune di Nicolosi sin dagli anni 70, su richiesta del sindaco geom. Borzì. Una richiesta avanzata per supportare la citazione in giudizio contro la funivia dell’etna atta a dimostrare che i terreni dei parcheggi erano comunali perché, con ciò, ha soddisfatto l’ennesima richiesta della presidente del Parco di salvare a tutti i costi la casetta dei souvenir del marito, della zia e del cugino e che dopo la sentenza del CGA si ritrovano ad essere state costruite su suolo privato.

Una relazione, quella di Di Gregorio, sintetica, ma esaustiva, due pagine dove dettagliatamente si descrivono le procedure che si sono succedute nel tempo per espropriare le aree dei parcheggi. La prima procedura negli anni 70, poi la seconda negli anni 80 ed infine la più recente del 2001. In tutte e tre le procedure tentate, ordinanze sindacali ed occupazioni temporanee restano impantanate e tutte si concludono con l’inesorabile epilogo: «Il procedimento espropriativo non veniva concluso con l’emissione del provvedimento definitivo che dichiarava l’esprorpiazione dei terreni a favore di questo Comune e la procedura diveniva illeggittima”».

Avete capito bene. E’ stato proprio il sindaco Borzì a chiedere al suo stesso funzionario di relazionare in merito alle procedure espropriative. Quindi non un tecnico esterno o men che meno di parte avversa. Dal suo dirigente comunale!!!

Di fronte a tanta evidenza, la scelta dell’Amministrazione doveva essere quella di ricercare una soluzione transattiva per sanare un vero e proprio disastro amministrativo. Invece si rimane stupiti nel constatare che nonostante le evidenze emerse tra le righe delle relazione, il sindaco, decidendo di non prenderne nemmeno atto, con due delibere di giunta affida al proprio legale l’incarico di ricorrere in giudizio contro i legittimi proprietari per rivendicare la proprietà. Ancor prima, in ordine temporale, di tale evidenza, emerge la proposta transattiva avanzata dalla Funivia, inviata a tutta l’amministrazione ed ancora agli atti del consiglio comunale. Non una sorta di convenzione, come viene definita, ma una seria e concreta proposta di costituzione di una società mista dove con lo strumento del partenariato pubblico-privato si sarebbe messo la parola fine ad un contenzioso infinito, salvando capre e cavoli, sanando le illegittimità sui sedimi delle casette di souvenir e incrementando ulteriormente il gettito a favore delle casse comunali.
E proprio su quest’ultimo aspetto che il rifiuto ha dell’incredibile. Il comune con uno strumento giuridicamente percorribile, anzi auspicato nel testo del nuovo codice dei servizi pubblici, avrebbe aumentato le sue entrate, migliorato il suo bilancio, avrebbe potuto migliorare i servizi per la cittadinanza, per le scuole, per gli anziani, per il territorio. E invece picche. Peraltro le somme ricavate dagli stalli di nicolosi nord dovevano essere destinate, perché cosi recitano le delibere di istituzione della ztl, al miglioramento dei servizi proprio del piazzale.

Che fine hanno fatto quelle risorse? Dove sono state spese? Perchè al piazzale sapienza tutto è rimasto immutato, anzi è regredito? Questo lo ha spiegato ai suoi cittadini? Perché il piano del commercio non è stato sbloccato anzi paralizzato? Dieci anni non erano sufficienti? Andando avanti nel monologo ne sentiamo un’altra: “Il Comune i parcheggi li ha pagati e quindi sono i suoi. Non li hanno solo volturati». Con la sentenza di Corte d’appello il comune fu condannato a risarcire la illegittima occupazione.
La sentenza non trasferisce nessuna proprietà. Come il geom. Di Gregorio diligentemente descrive nella sua relazione, il Comune li ha occupati d’urgenza e poi non li ha espropriati. Naturale che si dovesse pagare il danno causato dall’illegittima occupazione. Ma non li ha mai avuti trasferiti. Né dall’autorità giudiziaria. Nè dalle procedure amministrative (
recte fallite!). Mi dispiace per Lei ma qui non funziona che chi rompe paga ed i cocci sono i suoi. Eppure la Funivia ha sempre tentato di conciliare. Ma niente da fare. Nel giudizio da lei, e solo da lei voluto, il comune rischia una esemplare condanna. Ma in quel caso l’intervento della giustizia contabile nei suoi confronti e di tutti coloro che l’hanno sostenuta, anche con un silente voto favorevole, sarà inevitabile.

Perché, se il Comune di Nicolosi era divenuto proprietario di detti terreni con le procedure che rivendica, tenta di espropriarli nuovamente dopo le eruzioni del 2001 e 2002 investendo di fatto soldi pubblici per un bene che avrebbe dovuto essere già suo? Perché il Comune non si è opposto all’ esproprio che il Parco dell’Etna (e il sindaco Borzì era a conoscenza della procedura ablativa eseguita dall’Ente Parco) ha effettuato sugli stessi terreni se erano i suoi chiedendo quindi di stralciarli?
Perché solo dopo che il Parco dell’Etna viene dichiarato soccombente dalla sentenza del CGA e quindi perde la proprietà acquisita con le procedure espropriative (appunto giudicate illegittime) tanto rinnovato interesse? Perché per decenni tanto silenzio ed ora tanto rumore? Perché per oltre vent’anni il Sindaco Borzì reclama una proprietà mai formalizzata, mai rivendicata, mai posseduta?

Sindaco risponda ai suoi cittadini. Risponda alla comunità che lei dice di amare. Dica la verità. Errare è umano, ma perseverare è diabolico!
Ha chiesto pubblicamente perché la seggiovia non può funzionare d’estate, schernendo chi ha allora curato la ricostruzione. (Ma lei non era nell’ amministrazione? Lo ha dimenticato?) e proseguendo con le solite, stanche, illazioni sulla concorrenza. Lei sa perfettamente perché non può funzionare. Il progetto era chiaro: ricostruzione degli impianti invernali. Invernali è la parola chiave. La tecnologia che non permette il rallentamento delle sedie in prossimità dello sbarco è tipico di un impianto invernale. Quindi che la seggiovia sia un disastro ingegneristico è assodato. Ma che anche su questo lei continui a ricamarci con la solita manfrina della concorrenza è patetico.

Piuttosto, visto che ha confessato pubblicamente di sapere da sempre che dei tre impianti comunali, due non potevano funzionare perchè progettati male e costruiti peggio, ci potrebbe spiegare perché allora ne ha preteso l’esercizio e la riscossione di un canone?
Perché in dieci anni, diconsi dieci anni, tremilaseicentocinquanta giorni, ottantasettemilaseicento ore, non ha mai trovato il tempo di occuparsi del loro risanamento? Ha rifiutato due milioni di euro dalla funivia come canone a altri due milioni per espropriare i terreni e rifare gli impianti. Aveva idee migliori? E perché non le ha attuate?
Perché ha lasciato gli impianti e l’intera stazione all’ abbandono? Ha deliberato l’accensione di un mutuo di 500.000 euro per risolvere a tarallucci e vino la questione, sapendo già che non basteranno. Deliberato. Non acceso. Le cose scomode le ha lasciate ai posteri, alla prossima amministrazione che si vedrà piombare dall’ alto un debito accertato enorme. Una strategia politica precisa, di cui i futuri amministratori non le renderanno certamente grazie.

Una infinità di domande, e molte delle quali forse non avranno mai risposta perché empi di illogicità e contraddizioni o forse perché svelerebbero scomode verità. Ha dichiarato a Live Sicilia che l’unico rimpianto è stato quello di non aver potuto risolvere la questione Etna. Dice di non averne altri. A sentire le voci in paese, non la pensano proprio tutti così. Anzi in molti non la pensano così. Forse però è vero. Lei rimpiangerà di non aver risolto la questione Etna. Ma non nel senso che lei intende.

Anche la Funivia dell’Etna, come Lei, tirando le somme di dieci anni di attacchi, di vessazioni, di atti amministrativi volti solo a creare danni all’ immagine ed all’ economia del territorio, rimpiange di non aver trovato un interlocutore lungimirante ed imparziale per risolvere le questioni.

Ma mentre Lei, giunto al capolinea, adesso esca di scena e ritorni a fare il geometra (che speriamo faccia meglio di come ha fatto il sindaco) la Funivia dell’Etna guarda e va avanti. Entro l’anno infatti sarà presentato il progetto di ammodernamento della stazione funiviaria, un investimento di oltre 15 milioni di euro che prevederà nuove cabine, moderne ed all’ avanguardia, la creazione di un percorso museale (che lei ha sempre osteggiato), un circuito integrato di servizi turistici che coinvolgerà gli operatori di settore, una proposta di partenariato per incrementare e migliorare i servizi alla città di Nicolosi, che, per quanto lei possa dirne il contrario, resta nel cuore dell’Azienda, per trasformare la Funivia dell’Etna nella stazione tra le più belle d’Europa e forse oltre.

Le auguriamo ogni bene, sperando che adesso, avendo più tempo, nei momenti di riflessione interiore, Lei, per tutto quello che ha fatto patire all’azienda, ai suoi dipendenti ed alle loro famiglie, possa trovare redenzione, disponibili sin d’ora ad accettare le sue scuse, perché essa non ha né surrogati né mezze vie e tutti meritano un’occasione per riscattarsi. Anche Giobbe, al capitolo 18 scrisse: [5]Certamente la luce del malvagio si spegnerà e più non brillerà la fiamma del suo focolare. [6]La luce si offuscherà nella sua tenda e la lucerna si estinguerà sopra di lui. [7]Il suo energico passo s’accorcerà e i suoi progetti lo faran precipitare, [8]poiché incapperà in una rete con i suoi piedi e sopra un tranello camminerà. [21]Ecco qual è la sorte dell’iniquo.

30 maggio 2017

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