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Omicidio Velardi, oggi la svolta. Arrestato il figlio – IL VIDEO

CATANIA

Loro erano spesso in conflitto. Maria Concetta Velardi aveva un carattere forte e non condivideva alcune scelte di vita del figlio Fabio Matà, di 43 anni. Fra queste anche la decisione di sposarsi il prossimo 22 giugno. Giorno in cui il sottufficiale della marina militare non si presenterà all’altare perché dietro le sbarre. Questa mattina, infatti, è stato arrestato per omicidio. Secondo le indagini della Squadra Mobile sarebbe stato lui a uccidere la madre, il 7 gennaio del 2014 all’interno del cimitero monumentale di Catania.

Il padre e il fratello erano morti da poco e Maria Concetta e Fabio ogni pomeriggio andavano nella cappella. Lì, dove Matà avrebbe tramortito con questo sasso bianco la madre fratturandole gli arti, l’avrebbe trascinata per un vialetto, causandole diverse abrasioni nella parte inferiore della schiena, e le avrebbe lanciato addosso altri due sassi di pietra lavica di 17 e 23 chili. Una ferocia inaudita. Intorno alle 16.20 di quel martedì pomeriggio una telefonata raggiunge la sala operativa del 118: «Venite, presto, c’è una signora a terra, ricoperta di sangue». Era una voce femminile a parlare e di sottofondo si sentivano le urla di Fabio Matà.

Ad arrivare sul posto gli agenti della squadra mobile, la polizia scientifica e il medico legale e da quel momento sono iniziate le indagini. Ma ad essere fondamentali sono state le dichiarazioni di tre testimoni. Tre anni di silenzio, oggi l’arresto.

Un omicidio che secondo le indagini si sarebbe consumato fra le 15.30 e le 15.45 di quel 7 gennaio del 2014. Fondamentali i testimoni che pur non avendo assistito all’aggressione, hanno sentito le urla e il litigio proprio in quell’arco temporale. Matà ha tentato di depistare l’indagine e dopo aver ucciso la madre, è salito in macchina per raggiungere un’officina meccanica, poi sarebbe entrato in un bar per un caffè ma in realtà, era sono un modo per prendere tempo e tentare di simulare che l’aggressione alla madre fosse avvenuta in quei 45 minuti di assenza dal cimitero. Ma le prove scientifiche lo hanno incastrato.

Tutta una messinscena dunque. Fabio Matà si è fatto trovare dalla polizia sulla scena del crimine disperato e con le mani piene di sangue dopo averla toccata, in modo da giustificare ogni eventuale traccia ematica della madre sui suoi abiti. Ma un elemento su tutti gli è sfuggito: sotto le unghia di due dita della mano destra è stato trovato materiale biologico. La Velardi lo aveva graffiato nel tentativo disperato di difendersi.

31 maggio 2017

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