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Parto cesareo ritardato, perché turno di lavoro finito: 3 richieste di giudizio

CATANIA

L’episodio risale al 2 luglio del 2015, ma le due dottoresse compariranno davanti al Gup, il prossimo 22 maggio, denunciata d’aver ritardato il parto cesareo ad una partoriente, perché il turno di lavoro era finito o prossimo.

«Per evitare di rimanere a lavorare oltre l’orario previsto, avrebbero omesso di eseguire un parto cesareo, nonostante i molteplici episodi di sofferenza fetale emersi dal tracciato». E per «simulare una inesistente regolarità nell’esame medico» avrebbero «somministrato atropina alla gestante».

La procedura, e «il non avere informato della situazione i colleghi del turno successivo avrebbe causato la nascita del neonato con lesioni gravissime». E’ l’accusa contestata dalla Procura di Catania a due dottoresse dell’ospedale Santo Bambino, struttura da oltre 2.000 parti l’anno, Amalia Daniela Palano e Gina Corrao, per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio.
Davanti al Gup Ragazzi, il prossimo 22 maggio, comparirà anche la dottoressa Paola Cairone che, secondo l’accusa, «pur non essendo a conoscenza degli avvenimenti precedenti, praticava alla paziente per due volte le manovre di Kristeller, bandite dalle linee guida, e non contattava in tempo il neonatologo»

approfondimento nel tg

16 maggio 2017

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