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A Palermo sciopero “postini” del consorzio Olimpo

È passato meno di un mese dal tavolo in Prefettura, sulla vertenza dei lavoratori della “Olimpia” srl, la società del consorzio “Olimpo” che cura la notifica degli atti per conto di “Riscossione Sicilia”. Una trentina di lavoratori, nel catanese, aspettano uno stipendio dallo scorso dicembre. Ma l’esito di quel tavolo è stato un nulla di fatto e da allora dello stipendio nemmeno l’ombra. Una situazione drammatica per decine di famiglie. Domani, martedì 16 maggio, a Palermo lo sciopero regionale dei messi notificatori del consorzio “Olimpo”. Arriveranno da tutta la Sicilia. “500 circa, complessivamente i lavoratori quasi sul lastrico, vittime di una assurda diatriba tra le parti, tra Riscossione Sicilia e Olimpo. Una diatriba che è destinata a proseguire” – scrivono oggi dall’Ugl – .
Domani alle 10, sotto la sede regionale di Riscossione Sicilia, previsto un sit-in di protesta.
«Chiediamo chiarezza – spiega Carmelo Catalano, segretario regionale Ugl terziario -. Vorremmo capire il motivo per cui Riscossione Sicilia non sta pagando e se ci sono inadempienze contrattuali da parte del consorzio nei confronti di Riscossione Sicilia. Vogliamo capire se è vero e vorremmo capire perchè Riscossione Sicilia non eroga stipendi direttamente ai lavoratori, perchè comunque il lavoro è stato fatto, i lavoratori hanno consegnato le cartelle proprio per evitare un disagio sociale».
«Il consorzio ha già anticipato tre mensilità, riuscendo a coprire da ottobre a dicembre, visto che i pagamenti delle fatture da parte dell’ente riscossore si sono fermati a settembre a conclusione di una prima vertenza – spiegano i lavoratori -. Adesso, a causa di una diatriba tra le parti, su note prima pagate e poi contestate, lo stesso consorzio ci ha comunicato che non è in grado di poter liquidare gli emolumenti maturati da gennaio ad oggi, tenuto conto che ha accumulato un’esposizione per oltre 2 milioni e 800 mila euro. Anche se ogni giorno stiamo continuando a recarci a lavoro, viviamo una situazione grave avendo famiglie a carico e bambini piccoli da mantenere – continuano -. Non ce la facciamo più e per questo andremo tutti a Palermo a rivendicare il diritto alla retribuzione e alla dignità che Riscossione Sicilia deve riconoscere a prescindere dai contenziosi».

15 maggio 2017

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