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Catania: gestione rifiuti, dubbi su costi e certificazione antimafia

CATANIA

“Per noi tutto è a norma di legge. La procedura per l’affidamento dei servizi di Igiene urbana è stata disposta su ordinanza del Tar”. Poche e sfuggenti parole dell’asssessore all’Ecologia del Comune di Catania, Saro D”agata che abbiamo raggiunto per replicare e chiarire le pesanti accuse sollevate dall’azienda catanese Dusty. Parole affidate ad una nota dell’ufficio stampa che, tuttavia, non soddisfano le osservazioni inoltrate dall’amministratore della Dusty, Rossella Pezzino alla Procura etnea oltre che all’Autorita’ nazionale anticorruzione: «Malgrado la fitta corrispondenza, l’assessore D’Agata non ha risposto concretamente ad alcuna delle segnalazioni da noi evidenziate. Questo e’ molto grave e non riusciamo a comprendere il motivo. Quanto al fatto che io non abbia partecipato alla gara, la risposta e’ molto semplice: in 13 giorni lavorativi e’ impossibile riuscire a presentare la documentazione adatta per un bando di 11 milioni di euro che ricade su un territorio di 315 mila abitanti».

La procedura negoziata ad inviti, riferisce la Pezzzino, e’ stata indetta il 21 dicembre con scadenza il 30 dicembre. Poi prorogata al 9 gennaio, il primo lunedi’ lavorativo dopo la Befana. Abbiamo chiesto chiarimenti al Consiglio comunale. Niccolo’ Notarbartolo spiega: «La Dusty ha inviato al Consiglio una nota attraverso la quale mostrava tutti gli aspetti “critici”relativi all’affidamento. Al di la’ della denuncia, che deve essere presa in esame dagli uffici tecnici, resta il fatto che i bandi presentati dal Comune etneo non hanno permesso un’ampia partecipazione. In un momento di crisi come quello attuale, pensiamo sia possibile che un bando da 11 milioni di euro, o da centinaia in precedenza, non sia appetibile? E’ grave non avere dato la possibilita’ alle aziende di partecipare alla gara. Ed e’ grave che di fatto noi paghiamo molto di piu’. Un ribasso di solo lo 0,31% in una gara pubblica e’ davvero anomalo».

I dubbi riguardano in primo luogo i danni economici che questa procedura provocherebbe al Comune. Rossella Pezzino chiarisce:«Al soggetto affidatario verra’ corrisposto un canone di 926 mila euro in piu’, oltre iva, per un servizio di 106 giorni rispetto alla precedente gara di appalto».

Dubbi sono stati espressi anche sulla corretta presentazione della certificazione antimafia:«In questo affidamento e’ stata utilizzata una formula che dovrebbe essere l’estrema ratio – ha aggiunto Notarbartolo -Abbiamo affidato la gara a delle societa’ che non hanno ancora ricevuto il certificato antimafia. La Ecocar non e’ iscritta in White list. Non e’ obbligatorio essere iscritti nella White list ma la Ecocar non ha neanche fatto richiesta e allo stato attuale non abbiamo ricevuto certificazione antimafia. Mi auguro e immagino che a breve arriveranno i documenti dalla Prefettura ma  aziende di quel gruppo hanno ricevuto interdittiva antimafia – conclude il consigliere comunale – Se non avessimo la certificazione, visto che abbiamo fatto un affidamento con riserva di legge senza efficacia, ci troveremmo in una situazione di estrema difficolta’ che si potrebbe trasformare in crisi».

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