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Catania, «Stent scaduti nel cuore di mio padre. In ospedale l’errore». LA STORIA

CATANIA

«Mio padre è stato sottoposto ad un intervento di angioplastica all’ospedale Cannizzaro di Catania e due dei quattro stent impiantati sono scaduti». A parlare è Valentina Mancuso, figlia di Carmelo, uno dei sette pazienti che nel 2012 sono stati operati al cuore nel reparto di Emodinamica del Cannizzaro.

«I fatti risalgono al 5 dicembre del 2012 – racconta Valentina – quando mio padre è stato sottoposto ad una coronarografia e il responsabile dell’unità operativa, Alfredo Galassi, mi disse che le sue condizioni erano critiche perché, durante l’esame clinico, aveva riscontrato numerose occlusioni. In pochi istanti dal semplice controllo si è passati all’intervento chirurgico». E proprio quella mattina, al signor Carmelo, 70 anni, avrebbero impiantato nelle arterie stent medicali contenenti farmaci antiproliferazione; due dei quali risultati scaduti di validità.

Nel 2013 arriva la denuncia da parte dell’allora commissario regionale del Cannizzaro Paolo Cantaro che, a pochi giorni dal suo insediamento, registra alcune anomalie nella gestione proprio degli stent nel reparto di Emodinamica della Cardiologia dell’ospedale Cannizzaro. E da questo momento inizia l’attività investigativa della procura di Catania che avanza la richiesta di rinvio a giudizio per tre medici: il primario Alfredo Ruggero Galassi, e i due cardiologi dello stesso reparto, Salvatore Adriano Azzarelli e Michele Giacoppo.

«Io vengo a sapere del terremoto che stava coinvolgendo quel reparto attraverso i giornali – continua Valentina Mancuso – e telefono subito al Codacons. Poi facendo ulteriori accertamenti scopro che due degli stent impiantati nel cuore di mio padre sono scaduti. Addirittura di uno non si conosce, allo stato, neanche la provenienza perché, secondo le bolle di consegna in nostro possesso, sarebbe dovuto arrivare il giorno successivo all’intervento del 5 dicembre».

Coinvolti nella vicenda ci sono anche due fornitori: Salvatore Costanzo e Alessandro Pilo, il primo rappresentante legale della Archigen srl, il secondo amministratore unico della Hospital Program srl. Loro hanno fatto accesso al rito abbreviato e il pubblico ministero Agata Santonocito ha chiesto l’assoluzione. Pilo e Costanzo sono imputati di frode nelle pubbliche forniture perché accusati di avere consegnato, rispettivamente, quattro e tre stent con validità inferiore ai due-terzi del periodo massimo stabilito dal fabbricante.

Intanto Carmelo Mancuso, che è parte offesa a processo, è stato sottoposto anche ad una visita da parte del medico legale che ha seguito la perizia durante le indagini, e avrebbe ricevuto la conferma che lui è proprio uno dei sette pazienti su cui hanno impiantato stent scaduti.

Nella duplice veste di parte civile e responsabile civile , invece, si presenta in aula l’ospedale Cannizzaro, rappresentato dall’avvocato Tommaso Tamburino. Adesso a far chiarezza sulla vicenda sarà il gup Fabio Digiacomo Barbagallo il prossimo 14 giugno.

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