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Dramma a Lampedusa, il “Marrobbio” mette in ginocchio l’isola

AGRIGENTO

Lampedusa. Erano da poco passate le 23 quando un’onda alta circa 7 metri ha colpito il porto di Lampedusa. Un fenomeno noto come “Marrobbio”, comune nelle coste dell’isola agrigentina ma non con queste proporzioni. Si tratta di un rapida variazione del livello del mare dovuta all’accumulo di acqua sulle coste e determinato dal vento. Due onde. La prima, come si suole dire in linguaggio marittimo è andata a fondo ma la seconda, violentissima, ha strappato gli ormeggi e sollevato di oltre cinque metri due pescherecci che sono stati completamenti distrutti. Altre 15 imbarcazioni più piccole sono affondate e tra quelle danneggiate anche una motovedetta dei carabinieri. Sono stati divelti anche i pontili dove venivano ormeggiati pescherecci e natanti da diporto.
E’ accaduto tutto dall’altro lato del molo Favarolo e, dunque, nessun danno nel porto dove approda il traghetto di linea , pertanto i collegamenti non sono compromessi. Per fortuna nessun ferito ma resta comunque la disperazione di tutti i pescatori che da domani, senza le proprie barche, non potranno più lavorare. E proprio per queste ragioni è stato convocato per domani un consiglio comunale straordinario per chiedere lo stato di calamità.

«Occorre intervenire immediatamente – ha commentato il presidente della Regione Crocetta -. Lunedì in giunta dichiareremo lo stato di calamita’ e presenteremo un emendamento per consentire il ristoro ai proprietari dei pescherecci danneggiati».

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