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Danza in pausa: «Un inno alla gioia»

«Abbracciami anche se non ho braccia né piedi e nemmeno testa. Amami anche quando di te penseranno che sei un po’ matto. Sono poca cosa ma ti ascolto, ti do respiro, esisto». Un inno alla gioia, alla bellezza della vita, tumultuosa come il mare in tempesta, mai fermo con il suo movimento di andata e ritorno, felice come una risata, la risata che è un«ponte che ci unisce ad un angolo del cuore ove sorge sempre l’estate». La gioia di esistere, la bellezza di essere perché si è insieme agli altri, e diventare così immortali.

C’è tutto questo ma molto altro, di magico e inspiegabile, nello spettacolo Danza in pausa, andato in scena ai Viagrande Studios e che ha visto la partecipazione di 15 attori con disabilità insieme agli operatori dell’associazione culturale Neon e del CSR-AIAS di Viagrande (Ct), per la regia di Monica Felloni.

Danza in pausa è lo spettacolo conclusivo dell’edizione 2016-2017 del laboratorio teatrale normali metamorfosi realizzato dal Consorzio Siciliano di Riabilitazione-Aias della provincia etnea in collaborazione con la compagnia Neon. Un laboratorio di teatro integrato, andato in scena quest’anno per la seconda edizione, che ha coinvolto 15 ragazzi e ragazze disabili, fortemente voluto dal Centro socio-riabilitativo come momento di integrazione e crescita per i propri Assistiti.

Ognuno di loro, con le proprie peculiarità e i propri tratti distintivi è stato accompagnato dalla regista Monica Felloni in un percorso alla scoperta del mondo e di sé, della bellezza di essere unici e diversi.«Di solito si parla di capacità residue dei disabili, ma nessuno considera che ognuno di noi ha delle capacità residue, nessuno di noi sente di averle» ha spiegato il direttore artistico della compagnia Neon, Piero Ristagno. E Danza in pausa fa proprio questo, elimina le differenze, non parla di capacità residue ma della bellezza espressiva di ognuno. Danza in pausa, arricchito dai testi di Piero Ristagno e di Arcangelo Signorello (poeta disabile che frequenta il CSR di Viagrande), prende spunto dal mito indiano del Dio Shiva che con la propria danza crea e distrugge il mondo. E nella pausa, cosa fa? In quella pausa della danza siamo esseri immortali, che esistiamo nella sua immortalità, esseri che interagiscono, che esistono, in quella pausa del Dio che fa e disfa.

«Tutto quello che in tanti anni abbiamo fatto per i nostri disabili, lo abbiamo realizzato per dare risposte a questi nostri figli e alle loro famiglie. E al di là della riabilitazione, necessaria per ognuno di loro, vogliamo provare a dare nuove prospettive ai nostri ragazzi, facendo cultura, poesia, creando magia come stasera» ha detto il Presidente del Csr, Sergio Lo Trovato, ieri insieme a Manuela Lo Trovato, Presidente dell’Aias di Catania, Associazione che quest’anno compie i 50 anni. Alla fine è stato un tripudio di applausi per gli attori in scena. 

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