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Giro d’Italia, sull’Etna non vince Nibali ma trionfa la Sicilia

 E’ la festa del ciclismo, ma anche dei cicloamatori. Lo splendore dell’Etna, si completa con il fascino del Giro d’Italia. I corridori, sì, ma anche e soprattutto i loro tifosi, che fin dalle prime ore del mattino hanno invaso i tornanti del vulcano. Un’emozione unica per chi ama pedalare, che arriva da tutta la Sicilia. Uno di loro ci racconta: “Sono partito in bicicletta da Siracusa, ho fatto una piccola tappa e adesso mi godo lo spettacolo”. Spettacolo vero, come l’Etna sa regalare, come il Giro sa offrire da 100 anni. Migliaia di persone all’altezza dell’arrivo, al rifugio Sapienza. C’era anche tutto il “Nibali Fan Club”, pronto a tifare per il loro beniamino e a sostenerlo fin dalla prima salita. Che ha un valore superiore, perché è siciliana, come lo Squalo dello stretto, così viene soprannominato Nibali. Tifosi, belle donne (quelle non mancano mai al Giro d’Italia), giornalisti, grandi firme come Davide De Zan, esperto di ciclismo e pronto a dare il suo pronostico: «Nibali e Quintana, saranno loro a giocarsi il Giro. L’altro giorno Nibali ci ha detto che deve essere il Giro dello Squalo, e che non serve imporsi nelle tappe siciliane, se poi non si arriva in rosa a Milano. Certo – conclude De Zan – che un inizio di una corsa a tappe così, fra Sardegna e Sicilia, al Tour de France, se la sognano». Alla fine ha vinto lo sloveno Polanc, Nibali avrà tutto il tempo per prendersi la maglia rosa, intanto ha trionfato la Sicilia.

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