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Migranti: il “mistero” delle Ong, Zuccaro in Commissione Difesa

CATANIA

Chiamato a fare chiarezza. Il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, oggi dovrà chiudere il cerchio sui presunti contatti fra scafisti e organizzazioni non governative. A pretenderlo è la Commissione Difesa al Senato dove il pubblico ministero verrà sentito.

Un groviglio di dubbi, ipotesi, perplessità. E una sola certezza: al momento non sono state rese pubbliche prove schiaccianti su questa opaca gestione del flusso di migranti. Una bufera che nei giorni scorsi ha scatenato una girandola di reazioni nel mondo politico e istituzionale. . E proprio oggi a Catania, davanti la sede della Prefettura l’associazione “La città invisibile” e il gruppo “Agende Rosse” hanno organizzato un presidio per manifestare solidarietà al procuratore Zuccaro.

Ieri, invece a prendere posizione è stato Giacomo Stucchi, il presidente del Comitato parlamentare per il controllo dei servizi segreti che ha sostenuto che non ci sia alcun dossier dell’intelligenge italiana su rapporti fra le Ong e i mercanti di uomini e ha puntato l’indice contro un «fuoco politico ipocrita e vergognoso». Per lui sarebbero tutte notizie prive di fondamento.  Insomma qualcosa non torna: Siamo sicuri che non ci sono prove? O gli interessi economici sono tali da voler insabbiare tutto? Come mai un magistrato prudente come Zuccaro ha porto il fianco ad una tale esposizione mediatica? Tanti gli interrogativi che si succedono.

Fa eco Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e responsabile organizzazione e territorio della Lega Nord che attacca i mass media: «Si è voluto montare la panna su una presunta contraddizione sul dossier dei servizi sulle Ong tra quanto affermato da Salvini e da Stucchi. È di tutta evidenza che le dichiarazioni di Stucchi siano inerenti solo ai servizi segreti italiani e non a quelli stranieri, come lui stesso ha precisato, per cui se incrociamo questa affermazione con le dichiarazioni del procuratore di Catania che conferma di essere in possesso di queste informazioni pur non essendo utilizzabili da un punto di vista processuale, è evidente che il dossier c’è ed esiste ma che proviene da servizi segreti non italiani».

Sempre nella giornata di ieri, però, anche il procuratore di Siracusa Francesco Paolo Giordano davanti la Commissione Difesa al Senato ha preso le distanze dalle parole di Zuccaro, affermando che non risulta, al momento, nessuna prova su presunti collegamenti obliqui o inquinanti tra Organizzazioni non governative e trafficanti. Così come non risulterebbero legami con le cooperative che gestiscono i servizi di accoglienza. Giordano ha solo fatto riferimento a realtà più collaborative di altre ma nessun intralcio alle indagini. Men che meno ci sarebbero segni di spegnimento. per evitare di essere intercettati, dei dispositivi che permettono di rilevare la posizione della nave.

Un botta e risposta che dura da giorni ormai, adesso si attende solo che i riflettori mediatici si spengano e venga fuori la verità.

3 maggio 2017

 

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