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Possedeva reperti del III sec. d. C. e li rivendeva illegalmente

AGRIGENTO

Sciacca. Le Fiamme Gialle di Sciacca, hanno individuato e sequestrato numerosi reperti archeologici detenuti illegalmente nell’abitazione da un privato professionista saccense, attualmente in pensione. A tradirlo però l’aver esibito ad amici e parenti questi tesori.

I reperti sequestrati di finanzieri, giudicati da funzionari della Sovrintendenza ai Beni culturali di Agrigento come di assoluto valore ed interesse storico, sono costituiti da due anfore del I e III secolo d.C., un vaso corinzio del V sec. a.C., una coppa dell’età del bronzo (dal 3500 a.c. al 1200 a.C.), una coppa per ostie consacrate ed una pateretta del IV sec. a c., due alabastron del V sec. a.C., oltre a svariate formelle decorative settecentesche in ceramica.

L’ulteriore attività investigativa espletata con il coordinamento del procuratore di Sciacca,  Roberta Buzzolani, ha consentito di dimostrare come le maioliche corrispondessero a quelle a suo tempo trafugate dalla tomba monumentale della famiglia Virgadamo, sita presso il cimitero di Burgio. L’attività si è conclusa con il sequestro dei reperti in questione e con il deferimento dell’unico responsabile per i reati di impossessamento illecito di beni appartenenti allo stato e di ricettazione.

3 maggio 2017

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